A Roma il Giardino de’ Melangoli si apre al contemporaneo con il progetto di Studio Sartogo

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A Roma il Giardino de’ Melangoli si apre al contemporaneo con il progetto di Studio Sartogo

A Roma il Giardino de’ Melangoli si apre al contemporaneo con il progetto di Studio Sartogo

Link to Attraverso una serie di opere-seduta Studio Sartogo invita il pubblico a vivere in modo diverso questo spazio storico, collocato all’interno della Galleria BorgheseAttraverso una serie di opere-seduta Studio Sartogo invita il pubblico a vivere in modo diverso questo spazio storico, collocato all’interno della Galleria Borghese

Un nuovo intervento contemporaneo arricchisce il Giardino de’ Melangoli, uno degli spazi più antichi e simbolici di Villa Borghese. Si tratta del progetto "Tra i giardini segreti", a cura di Studio Sartogo Architetti, con Nathalie Grenon Sartogo ed Elica Sartogo, che attraverso una serie di opere-seduta invita il pubblico a vivere in modo diverso questo spazio storico, collocato all’interno della Galleria Borghese.

L’intervento, presentato in anteprima al MAXXI durante la mostra Giardino all’Italiana (maggio–settembre 2025), trova oggi la sua collocazione definitiva nel luogo che lo ha ispirato. L’obiettivo è quello di stabilire un dialogo tra il giardino e il visitatore, in equilibrio tra memoria storica e visione contemporanea.

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Il Giardino de’ Melangoli, noto anche come “Giardino Vecchio”, è il più antico tra i Giardini segreti della Galleria, insieme a quelli dell’Uccelliera e della Meridiana. Deve il suo nome agli alberi di melangolo – l’arancio amaro – che ne caratterizzano uno dei lati. L’aspetto attuale del giardino risale agli interventi di Scipione Borghese nel Seicento, che ne definì l’impianto geometrico, le prospettive e gli apparati decorativi. La presenza di 144 agrumi in vaso, spesso di varietà rare, richiama simbolicamente il mito del Giardino delle Esperidi. A completare la composizione, la Fontana dell’Aquila, aggiunta nel 1776.

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Il progetto di Studio Sartogo introduce cinque sedute-scultura in terracotta invetriata e decorata a mano: Siepe, Pummarola, Aqva, Aqva e Siepe e la Colonna Roseto. Questi elementi si integrano nel paesaggio senza modificarlo, offrendo punti di sosta e di osservazione, e suggerendo un’interazione più lenta e attenta con il luogo. Aqva, collocata attorno alla fontana quadrilobata, assume un ruolo centrale, evocando il tema dell’acqua come origine e risorsa. La Colonna Roseto, posizionata lungo l’asse visivo principale, richiama l’antico roseto e i suoi significati simbolici attraverso colori come il rosso, il rosa e il verde.

L’intervento non altera la struttura storica del giardino ma ne propone una lettura diversa. La passeggiata diventa un’esperienza che coinvolge anche sensi spesso trascurati: il profumo degli agrumi, il tatto della terracotta, la luce che attraversa la vegetazione. L’intento degli autori è quello di stimolare un’osservazione più consapevole del paesaggio, senza introdurre elementi invasivi. Le opere non occupano, ma suggeriscono: luoghi dove fermarsi, guardare, riflettere.

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Ad accompagnare il progetto è disponibile il catalogo Giardino all’Italiana, edito da De Luca Editori d’Arte, con prefazione del Ministro della Cultura Alessandro Giuli. Il volume è acquistabile presso il bookshop della Galleria Borghese e online.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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