Link to Musa di Woody Allen e volto indimenticabile de “Il Padrino”, è stata tra le interpreti più amate del cinema americano. A ispirarla furono Katharine Hepburn e la forza delle donne libere che portò sullo schermo.Musa di Woody Allen e volto indimenticabile de “Il Padrino”, è stata tra le interpreti più amate del cinema americano. A ispirarla furono Katharine Hepburn e la forza delle donne libere che portò sullo schermo.
Il mondo del cinema piange Diane Keaton, scomparsa in California all’età di 79 anni. A dare la notizia è stato il sito statunitense People. Non sono ancora note le cause della morte. Attrice e regista, vincitrice dell’Oscar per Io e Annie nel 1978, Keaton lascia un segno profondo nella storia di Hollywood, simbolo di intelligenza, ironia e indipendenza. Nata nel 1946 a Los Angeles con il nome di Diane Hall, era la maggiore di quattro figli. Il padre era ingegnere civile, la madre una casalinga che, vincendo un concorso locale intitolato “Mrs. Los Angeles”, accese in lei il desiderio di salire sul palco. Quell’episodio, raccontava spesso, le fece capire quanto la teatralità potesse trasformare la vita quotidiana in spettacolo.
L’ammirazione per Katharine Hepburn, icona di donne forti e anticonformiste, le fornì poi il modello ideale: eleganza, ironia e una libertà fuori dagli schemi, elementi che Keaton fece propri anche nel celebre stile androgino lanciato con Io e Annie. Abbandonò gli studi di teatro per trasferirsi a New York, dove scelse il cognome materno “Keaton” per distinguersi da un’altra attrice registrata come Diane Hall. Qui iniziò la sua carriera teatrale, prima del grande salto al cinema.
Il debutto sul grande schermo arrivò nel 1970, ma la notorietà giunse due anni dopo con Il Padrino di Francis Ford Coppola, in cui interpretò Kay Adams, la moglie di Michael Corleone (Al Pacino). Il ruolo, ripreso anche nei due capitoli successivi della saga, la consacrò tra le attrici più talentuose della sua generazione. Determinante fu poi l’incontro con Woody Allen, di cui divenne musa e compagna. Insieme girarono sette film, tra cui Il dormiglione, Amore e guerra e soprattutto Io e Annie (Annie Hall), che nel 1978 le valse l’Oscar come migliore attrice, oltre al Golden Globe e al BAFTA. Woody Allen la definì “il più grande amore della mia vita”.
Negli anni successivi Keaton seppe reinventarsi, alternando ruoli drammatici e commedie sofisticate. Ottenne altre tre nomination all’Oscar per Reds (1981) di Warren Beatty, che aveva sposato dopo la fine della relazione con Allen, La stanza di Marvin (1997) e Tutto può succedere – Something’s Gotta Give (2003), dove recitò accanto a Jack Nicholson, conquistando il pubblico con la sua ironia matura e disarmante.
L’ultimo post apparso sul suo profilo Instagram risale al 26 settembre, un tenero scatto con l’amato cane Reggie, accompagnato da poche parole e il consueto sorriso ironico.Con lei se ne va una delle interpreti più raffinate e originali del cinema americano, capace di trasformare la fragilità in forza e di incarnare, con semplicità e intelligenza, il volto più autentico della femminilità moderna.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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