Anm, magistrati uniti contro la riforma della giustizia

di

Emilia Morelli
Anm,  magistrati uniti contro la riforma della giustizia

Link to Si prospettano giornate di sciopero e altre forme di protesta, come quelle che si terranno durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2025. In parallelo, saranno coinvolti istituzioni locali, avvocati, università e rappresentanti della società civile per amplificare la portata della mobilitazioneSi prospettano giornate di sciopero e altre forme di protesta, come quelle che si terranno durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2025. In parallelo, saranno coinvolti istituzioni locali, avvocati, università e rappresentanti della società civile per amplificare la portata della mobilitazione

anmUn’assemblea straordinaria dell'Anm, intensa e partecipata, ha visto la magistratura compatta contro la riforma costituzionale proposta dal governo, con particolare riferimento alla separazione delle carriere. I lavori si sono svolti in un clima di tensione e determinazione, culminando nell’approvazione di una mozione che segna l’avvio di una mobilitazione senza precedenti. I protagonisti sono stati soprattutto i giovani magistrati, i quali, dai posti più alti dell’Aula magna della Suprema Corte, hanno scandito cori accorati: “Uniti, uniti!”.

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La mozione approvata dall’Associazione Nazionale Magistrati (Anm) sottolinea la necessità di una risposta unitaria: “Questa riforma non danneggia i magistrati, ma i cittadini e il Paese”. Il documento prevede una serie di iniziative concrete: l’istituzione di comitati referendari e operativi a difesa della Costituzione, campagne di sensibilizzazione nazionale, e l’organizzazione di almeno una manifestazione simbolica in un luogo istituzionale.

Si prospettano giornate di sciopero e altre forme di protesta, come quelle che si terranno durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario del 2025. In parallelo, saranno coinvolti istituzioni locali, avvocati, università e rappresentanti della società civile per amplificare la portata della mobilitazione.

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La tensione e l’entusiasmo dei giovani magistrati hanno fatto da filo conduttore alla giornata. Silvia Albano, giudice sotto tutela per aver ricevuto minacce in seguito a sentenze legate ai migranti, e Marco Patarnello, sostituto procuratore generale criticato pubblicamente dalla presidente del Consiglio, hanno ricevuto applausi di solidarietà e sostegno.

Il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, insieme alla vice Alessandra Maddalena e al segretario Salvatore Casciaro, ha ribadito la necessità di restare uniti. Anche Loredana Micciché ha sottolineato l’importanza della coesione: “Io sono emozionata, non ho mai visto un’assemblea così forte e partecipata”.

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La riforma costituzionale proposta dal governo è percepita come un attacco diretto all’indipendenza della magistratura. Ernesto Carbone, consigliere laico del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), ha definito il progetto “strumentale” e mirato a subordinare i magistrati al potere politico. “Non mi fido e non voglio lasciare a mia figlia una magistratura asservita all’esecutivo”, ha dichiarato durante il suo intervento.

Le preoccupazioni sono state amplificate da episodi recenti, come le critiche del sottosegretario Andrea Delmastro al Csm per il parere negativo sulla norma che trasferisce le convalide sui migranti dalle Corti di primo grado a quelle d’Appello. Carbone ha risposto con fermezza, definendo “pistolero” l’atteggiamento del sottosegretario e ricordando che il Consiglio è un organo elettivo, rappresentativo sia dei magistrati sia dei membri laici.

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L’assemblea straordinaria arriva in un momento di transizione per l’Anm: il presidente Santalucia è prossimo alla scadenza del mandato, con elezioni previste per gennaio. Tuttavia, la partecipazione di circa 200 giovani magistrati recentemente nominati testimonia la determinazione della categoria a far fronte comune.

Marco Patarnello, tra i più esperti intervenuti, ha descritto il clima attuale come “un periodo buio” per la giustizia, evidenziando la gravità degli attacchi in corso: “L’aggressione all’indipendenza e alla giurisdizione presenta aspetti inediti e pericolosi, mentre il linguaggio violento e irrisorio non è un dettaglio”.

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L’unità dimostrata durante l’assemblea straordinaria rappresenta un segnale chiaro al governo: la magistratura è pronta a mobilitarsi con tutti i mezzi disponibili per difendere la propria indipendenza e quella della giustizia italiana. I prossimi mesi si preannunciano decisivi, con un confronto sempre più aspro tra i sostenitori della riforma e chi si oppone a una misura considerata una minaccia per la democrazia.
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