Link to Il colosso di 4,3 metri è stato individuato al largo della penisola del Labrador. Gli scienziati di OCEARCH lo seguono per scoprire dove avviene l’accoppiamento dei grandi squali bianchi, uno dei segreti ancora irrisolti della biologia marinaIl colosso di 4,3 metri è stato individuato al largo della penisola del Labrador. Gli scienziati di OCEARCH lo seguono per scoprire dove avviene l’accoppiamento dei grandi squali bianchi, uno dei segreti ancora irrisolti della biologia marina
È tornato a farsi vedere il più grande squalo bianco mai registrato nell’Oceano Atlantico. Si chiama Contender, pesa 745 chilogrammi, misura 4,3 metri di lunghezza e da settimane nuota nelle acque fredde al largo del Canada, nei pressi della penisola del Labrador, dove sta facendo scorta di foche in vista dell’inverno.
A individuarlo sono stati i ricercatori di OCEARCH, organizzazione no-profit americana specializzata nello studio dei grandi animali marini. Contender era stato avvistato per la prima volta lo scorso gennaio, a 72 chilometri al largo tra Florida e Georgia, vicino a Jacksonville. Da allora, il suo localizzatore satellitare ha trasmesso segnali intermittenti, visibili solo quando la pinna dorsale emerge dalla superficie. La scorsa settimana è arrivato un nuovo segnale — un ping acustico — dal Golfo di San Lorenzo, facendone “uno degli squali più a nord mai tracciati”, come spiegano i biologi.
Un viaggiatore instancabile
Secondo gli studiosi, Contender — che ha circa 30 anni — trascorre la stagione calda nel Nord Atlantico per accumulare grasso e affrontare poi il lungo viaggio di ritorno verso la Florida. “Solo pochissimi esemplari si spingono così a nord”, ha spiegato Chris Fischer, 56 anni, fondatore e capo spedizione di OCEARCH.
“Durante l’estate mette sotto pressione le colonie di foche, nutrendosi costantemente per aumentare il peso prima del rientro a sud.”
Un comportamento che, secondo Fischer, ha effetti positivi anche sull’ecosistema marino:
“Quando gli squali bianchi cacciano le foche, ne riducono il numero e questo protegge le nostre riserve ittiche. Senza di loro, le foche sterminerebbero i pesci.”
La presenza di Contender così a nord dimostra la straordinaria capacità di adattamento dei grandi squali bianchi. “Sono animali in grado di riscaldare il proprio corpo per resistere alle acque fredde, ma hanno bisogno di nutrirsi continuamente: se finiscono il cibo, si congelano rapidamente”, ha aggiunto Fischer.
L’obiettivo degli scienziati: svelare il mistero dell’accoppiamento
Contender non è solo una curiosità per appassionati di natura, ma un vero e proprio caso scientifico. Gli studiosi sperano infatti che il suo tracciamento possa condurre alla scoperta del primo sito di accoppiamento dei grandi squali bianchi, un fenomeno mai osservato direttamente in nessuna delle nove popolazioni mondiali note.
“Questi maschi adulti sono essenziali per capire dove e quando si riproducono”, spiega Fischer. “A differenza delle femmine, che hanno cicli migratori complessi, i maschi si dedicano quasi tutto l’anno all’accoppiamento.”
Dopo essere scomparso dai radar per quasi un mese, Contender è riemerso il 29 settembre al largo di Natashquan, in Canada, e il 2 ottobre ha inviato un ulteriore “z-ping”, segnale breve ma inequivocabile della sua presenza in superficie.
I ricercatori continueranno a seguirlo grazie a un tag satellitare a lunga durata, capace di trasmettere dati per cinque anni. “Non abbiamo mai identificato un luogo di riproduzione dei grandi squali bianchi,” conclude Fischer, “ma Contender potrebbe finalmente portarci a questa scoperta.”
Una missione scientifica che, oltre a svelare i segreti del predatore più iconico degli oceani, aiuta anche a proteggere una specie sopravvissuta per miracolo: “Negli anni Sessanta e Settanta — ricorda Fischer — la popolazione di squali bianchi era crollata al 9%. Ora stiamo lentamente risalendo, ma serve conoscenza per salvarli.”
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati