Link to Resta ora aperto il capitolo più delicato: quello della successione. Tra i nomi che circolano per la presidenza figurano dirigenti di primo piano come Giovanni Malagò, ma al momento non esiste ancora una candidatura condivisa.Resta ora aperto il capitolo più delicato: quello della successione. Tra i nomi che circolano per la presidenza figurano dirigenti di primo piano come Giovanni Malagò, ma al momento non esiste ancora una candidatura condivisa.
[caption id="attachment_86667" align="aligncenter" width="300"] GABRIELE GRAVINA [/caption]
Il calcio italiano vive uno dei momenti più difficili della sua storia recente. La terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale maschile ai Mondiali ha provocato un terremoto ai vertici federali, culminato con le dimissioni di Gabriele Gravina dalla guida della FIGC.La decisione è arrivata nel corso del vertice convocato dallo stesso Gravina con tutte le componenti del sistema calcio. Un passo indietro che segna la fine di un ciclo e apre ufficialmente una fase di transizione: le elezioni per il nuovo presidente sono state fissate al 22 giugno. Il fallimento sportivo — definito da molti come “catastrofico” — ha infatti reso inevitabile uno scossone profondo. Attorno alla sede federale si è registrata anche la presenza delle forze dell’ordine, segnale della tensione che accompagna queste ore decisive.
Nel corso della riunione è emersa una linea comune: trasformare la delusione in un’occasione di rilancio. Tra i temi sul tavolo, anche la possibilità di interventi normativi per favorire una maggiore presenza di calciatori italiani nei campionati, pur senza impostare una contrapposizione con gli stranieri. Il presidente degli allenatori, Renzo Ulivieri, ha parlato di una riunione “molto triste”, segnata non solo dalla fine di un percorso ma anche da difficoltà strutturali che, a suo avviso, affondano le radici da anni.
Resta ora aperto il capitolo più delicato: quello della successione. Tra i nomi che circolano per la presidenza figurano dirigenti di primo piano come Giovanni Malagò, ma al momento non esiste ancora una candidatura condivisa. Le componenti federali sembrano orientate prima a definire un programma di riforma, rinviando la scelta della figura chiamata a guidarlo.
In parallelo, anche la panchina della Nazionale è in bilico. Il futuro del commissario tecnico Gennaro Gattuso resta incerto, anche se durante il vertice non si è entrati nel merito della sua posizione.
Il quadro che emerge è quello di un sistema in crisi profonda, chiamato a ripensarsi dalle fondamenta. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il calcio italiano saprà trasformare l’ennesimo fallimento in un’occasione di rinascita.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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