Direttiva Case Green, il Governo cerca di evitare lo scontro con l'Ue

di

Emilia Morelli
Direttiva Case Green, il Governo cerca di evitare lo scontro con l'Ue

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case greenIl governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, si trova a fronteggiare un delicato equilibrio tra le esigenze interne e gli obblighi imposti dalla direttiva europea "Case Green". Il disegno di legge di bilancio per il 2025 prevede infatti la proroga degli incentivi per sistemi di riscaldamento a combustibili fossili, una misura che va contro la normativa europea che entrerà in vigore il 1° gennaio 2025. Tale normativa obbliga gli Stati membri a eliminare ogni forma di incentivo per le caldaie a gas, puntando invece su tecnologie più sostenibili.

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Per evitare una procedura di infrazione da parte dell'Unione Europea, un gruppo di parlamentari della maggioranza ha presentato un emendamento al disegno di legge. Tra i firmatari vi sono esponenti di Forza Italia (Pella e Cannizzaro), Fratelli d’Italia (Mantovani) e Movimento 5 Stelle. La proposta prevede di escludere dall’Ecobonus i sistemi di riscaldamento alimentati a gas e di mantenere gli incentivi solo per impianti più ecologici, come pompe di calore e riscaldamenti a pavimento.

Parallelamente, altre iniziative politiche chiedono una revisione delle agevolazioni, limitando i bonus edilizi al 50% esclusivamente per le pompe di calore. Questi interventi puntano a riallineare la strategia italiana agli obiettivi europei, scongiurando possibili sanzioni.

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Il ministero dell’Ambiente sta lavorando a una riforma complessiva delle detrazioni per l’efficientamento energetico, ma nel disegno di legge attuale mancano cambiamenti significativi. Restano invariati:
  • Bonus Casa: detrazione del 50% per interventi semplici.
  • Ecobonus: lo sgravio scende dal 65% (previsto per il 2024) al 50% per le abitazioni principali e al 36% per le seconde case.
Queste riduzioni, unite alla proroga degli incentivi per caldaie a gas, hanno suscitato critiche sia da parte delle associazioni di categoria che degli osservatori europei.

Link to Le preoccupazioni del settore industrialeLe preoccupazioni del settore industriale

La decisione di mantenere incentivi per caldaie alimentate a metano ha sollevato preoccupazioni tra le aziende del settore. Federico Musazzi, rappresentante di Assoclima e Assotermica, ha dichiarato che il disegno di legge di bilancio non sembra sufficiente per raggiungere gli obiettivi climatici al 2030. Roberto Cortese, manager di Vaillant Group Italia, ha parlato di "doccia fredda", lamentando l’incertezza normativa e le sue conseguenze economiche.

Le aziende auspicano che gli emendamenti presentati possano orientare l’Italia verso una maggiore conformità con gli obiettivi europei, evitando uno scontro con Bruxelles.

Link to La direttiva "Case Green": cosa prevedeLa direttiva "Case Green": cosa prevede

La direttiva europea EPBD, ribattezzata in Italia "Case Green", prevede che dal 2025 gli Stati membri interrompano ogni forma di incentivo per sistemi di riscaldamento alimentati a combustibili fossili. Sono ammesse eccezioni solo per impianti ibridi che utilizzino una quota significativa di energia rinnovabile.

L’obiettivo principale è promuovere tecnologie più sostenibili come le pompe di calore, che funzionano tramite energia elettrica e riducono l’impronta ecologica degli edifici. Tuttavia, il costo elevato di queste tecnologie – fino a 8-9mila euro contro i 2mila di una caldaia a condensazione – rappresenta una barriera significativa. Gli incentivi pubblici sono considerati essenziali per favorire questa transizione.

Link to Rischio di procedura d’infrazione e sanzioniRischio di procedura d’infrazione e sanzioni

Se l’Italia non adeguerà la propria normativa alla direttiva europea, rischia di incorrere in una procedura di infrazione. Le sanzioni potrebbero ammontare a un minimo di 7 milioni di euro, con ulteriori penalità giornaliere da 8.500 a 510mila euro fino alla piena applicazione del divieto.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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