Link to Robert Duvall è morto a 95 anni. Premio Oscar e icona del cinema americano, ha attraversato sei decenni di storia del grande schermoRobert Duvall è morto a 95 anni. Premio Oscar e icona del cinema americano, ha attraversato sei decenni di storia del grande schermo
Link to Dalla New Hollywood a una carriera lunga sessant’anniDalla New Hollywood a una carriera lunga sessant’anni
Nato a San Diego il 5 gennaio 1931, Duvall si formò alla Playhouse School of Theatre di New York dopo il servizio nella guerra di Corea. Tra i suoi compagni di corso figuravano nomi destinati a cambiare la storia del cinema: Dustin Hoffman, Gene Hackman e James Caan.Con loro avrebbe incarnato lo spirito della New Hollywood degli anni Settanta, contribuendo a una rivoluzione narrativa e stilistica che segnò un’epoca.
Link to Un Oscar e decine di riconoscimentiUn Oscar e decine di riconoscimenti
La carriera di Duvall è stata consacrata da sette candidature agli Oscar e dalla vittoria come miglior attore protagonista nel 1984 per Tender Mercies. Ma i premi raccontano solo in parte il suo peso artistico: Golden Globe, Emmy Award, BAFTA, la Coppa Volpi a Venezia e oltre cinquanta riconoscimenti internazionali ne fanno uno degli interpreti più rispettati di sempre.Mai divo nel senso classico del termine, Duvall ha costruito la propria grandezza interpretando spesso ruoli di antagonista o di spalla, riuscendo però a dominare la scena accanto a giganti come Marlon Brando, Clint Eastwood, Robert De Niro e Michael Douglas.
Link to I ruoli che hanno fatto la storiaI ruoli che hanno fatto la storia
Dopo piccoli ruoli in Lassù qualcuno mi ama e Il buio oltre la siepe, Duvall iniziò a distinguersi in parti più complesse e spesso oscure. La svolta arrivò con Tom Hagen, il consigliere della famiglia Corleone ne Il Padrino, personaggio che lo rese immediatamente iconico.Da lì una sequenza impressionante di interpretazioni memorabili: dal militare disincantato di MAS*H all’indimenticabile colonnello Kilgore di Apocalypse Now, autore di una delle battute più celebri della storia del cinema.
Fu poi poliziotto tormentato, uomo in uniforme, cowboy crepuscolare e personaggio moralemente ambiguo in film come La conversazione, Quinto potere, Un giorno di ordinaria follia, fino a The Road.
Link to Western, regia e ultimi anniWestern, regia e ultimi anni
Con l’età, il suo volto scavato divenne perfetto per il western moderno, da Geronimo a Terra di confine. Duvall si cimentò anche dietro la macchina da presa, dirigendo film come Cavalli selvaggi.Negli ultimi anni aveva progressivamente ridotto le apparizioni, restando però una presenza di riferimento per intere generazioni di attori.
Link to L’impegno umanitarioL’impegno umanitario
Con la quarta moglie, l’attrice e regista Luciana Pedraza, aveva fondato il Robert Duvall Children’s Fund, dedicato all’assistenza dei bambini in Argentina, e sostenuto l’organizzazione Pro Mujer a favore delle donne indigenti dell’America Latina.Un impegno coerente con la sua idea di vita: lontano dai riflettori, concreto, profondamente umano.
Link to Un’eredità che restaUn’eredità che resta
Robert Duvall lascia un’eredità artistica immensa. Non era una star costruita, ma un attore puro, capace di incarnare l’anima contraddittoria dell’America sullo schermo.Rivedere oggi uno dei suoi film non è solo un omaggio: è il modo migliore per ricordare un interprete che ha attraversato la storia del cinema senza mai smettere di raccontare, con verità, l’essere umano.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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