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A distanza di mesi dalla morte di Pippo Baudo, avvenuta il 16 agosto, la questione legata alla sua eredità rimane avvolta da trattative e riservatezza. Il testamento èIntorno alla successione si sono moltiplicate ipotesi, indiscrezioni e commenti, ma il notaio Carraffa ha ridimensionato il clamore, definendo le voci «solo fumo». Pur non entrando nel merito del valore del patrimonio, ha confermato che il testamento è “di estrema semplicità” e che gli eredi potrebbero rivolgersi a qualunque notaio o addirittura al tribunale per completare le procedure, senza alcun obbligo di informarlo.
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La complessità della successione sembrerebbe dovuta alla stima del patrimonio, che secondo alcune fonti supererebbe di molto i 10 milioni di euro. La carriera del presentatore è stata costellata da compensi elevatissimi: per le sue tredici conduzioni del Festival di Sanremo avrebbe percepito cifre enormi, che da sole costituirebbero una quota rilevante dell’eredità.A questi si aggiungono le proprietà immobiliari distribuite tra Roma, il Lazio e la Sicilia, oltre allo storico studio professionale nel quartiere Prati, il cui telefono sarebbe rimasto irraggiungibile per tutta la giornata di ieri. Non meno significativi i diritti d’autore legati alle sue canzoni e alle numerose opere in cui compare come paroliere, da “Donna Rosa” a “W le donne”.
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I beneficiari indicati nel testamento hanno scelto finora di non rilasciare dichiarazioni. Anche Dina Minna, la segretaria rimasta al fianco di Baudo per quasi quarant’anni e recentemente criticata da Katia Ricciarelli per il suo ruolo nell’asse ereditario, ha mantenuto un rigoroso riserbo.A parlare è invece un amico storico del conduttore, che preferisce restare anonimo. Secondo lui, i tre eredi sarebbero impegnati in una trattativa serena per stabilire la distribuzione effettiva dei beni. Il nodo principale riguarderebbe la valutazione di elementi come diritti, introiti futuri e beni di difficile quantificazione immediata. «I diritti d’autore non garantiscono valori immediatamente definibili, per questo serve tempo», spiega.
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L’amico ricorda anche la casa di via della Vite, dove Baudo ha vissuto fino agli ultimi giorni. Spesso descritta come una sontuosa residenza su sei piani, viene in realtà raccontata come un edificio popolare, composto da piccoli ambienti distribuiti su più livelli, collegati da una scala interna voluta dal presentatore. Un’abitazione particolare, impegnativa, ma profondamente amata dal suo proprietario.Tornando al tema dell’eredità, l’amico esclude conflitti tra gli eredi, sostenendo che la fase attuale sia dedicata a valutazioni economiche e non a dispute. «Stanno solo cercando di definire con precisione cosa spetterà a ciascuno», conclude.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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