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Sale a 4 morti il bilancio della strage sul lavoro avvenuta ieri mattina a Calenzano, vicino Firenze. Questa mattina, dopo la ripresa delle ricerche, sono stati trovati i corpi di due dei tre dispersi dopo l’esplosione che ha investito l’area di carico del deposito di carburanti dell'Eni.
Aperta un’indagine dalla procura di Prato
Stando alle prime informazioni, l'esplosione sarebbe avvenuta a seguito della perdita di liquido durante le operazioni di ricarica delle autobotti. Il presidente della regione Toscana Eugenio Giani ha riferito che "l'esplosione è avvenuta ad una pensilina mentre si caricavano le autocisterne”, sottolineando che “le persone decedute sono quelle che con le autocisterne erano nella pensilina". Sulla vicenda la procura di Prato ha aperto un'inchiesta "per appurare eventuali responsabilità" e alcuni testimoni che erano sul posto vengono ascoltati in queste ore. "Ho visto una scena impressionante, c'è una distruzione totale. Immagino chi era lì a lavorare ed era lì vicino o sotto le infrastrutture di ricarica, quello dev'essere apparso come un inferno. La situazione è indescrivibile", ha commentato il sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani. Nonostante l'apprensione per possibili rischi sulla qualità dell'aria, Arpat ha comunicato che non ci sono rischi per la salute causati dall'incendio.
Il bilancio aggiornato di questa tragedia è quindi di cinque operai morti, nove feriti, di cui due in modo grave. Nel corso della serata di ieri è stato identificato il corpo di una delle vittime: si tratta di Vincenzo Martinelli, 51 anni, residente a Prato e originario di Napoli. Forse l'altra vittima, sessantenne, era di Bientina, una città del Pisano. I dispersi sono un operaio originario di Catania di 57 anni, un operaio 49enne originario della provincia di Novara, un operaio nato in Germania ma di origini italiane di 45 anni e un operaio nato a Matera, anch'egli 45 anni. Tutti loro stavano guidando le autocisterne al momento dell'incidente. Le persone rimaste ferite nell’esplosione sarebbero nove, portate in ospedale con mezzi del 118. Circa altre venti persone, invece, sarebbero rimaste lievemente ferite e si sono invece recate autonomamente in ospedale.
Grave uno dei feriti: ha grandi ustioni
Il suo nome è Emiliano Braccini, 51 anni di Livorno. È lui uno dei lavoratori rimasti gravemente feriti nell'esplosione del deposito Eni. L'uomo abita a Stagno, nel comune di Collesalvetti (Livorno) e Sara Paoli, sindaca del paese, si è messa in contatto con la famiglia. "Ho parlato con la moglie stamattina - ha spiegato - lui è ricoverato nel reparto di grandi ustionati a Cisanello, ha superato la notte e ha ustioni su gran parte del corpo. Mi sono messa subito in contatto con i familiari e siamo a disposizione per qualsiasi necessità abbia bisogno la famiglia. Queste sono tragedie che purtroppo accadono sul nostro territorio e non sono purtroppo una novità".
Proclamato lutto cittadino
In segno di cordoglio per la tragedia, il sindaco della cittadina ha proclamato per ieri e oggi due giorni di lutto cittadino. Tutti gli eventi in programma sono sospesi, chiuse la civica Biblioteca, il palazzetto dello sport e la piscina comunale. In accordo con la Prefettura e l'unità di crisi, ha spiegato ieri il comune su Facebook, è stata data "indicazione alle aziende con sede all'interno dell'area interessata dall'incidente (via Di Le Prata, via del Pescinale, via Erbosa) di terminare il turno in corso e non attivare il turno pomeridiano". Il presidente della Regione Toscana Giani ha poi annunciato una giornata di lutto regionale mercoledì 11 dicembre in tutta la Toscana.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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