Francia. Macron davanti a un bivio. Le opzioni che gli restano se Lecornu fallisce ancora

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Carlo Longo
Francia. Macron davanti a un bivio. Le opzioni che gli restano se Lecornu fallisce ancora

Link to Il premier più effimero della storia francese lascia l’incarico dopo meno di un mese. Il presidente Macron si trova ora intrappolato tra nomine impossibili, rischio elezioni anticipate e l’ombra del caos istituzionaleIl premier più effimero della storia francese lascia l’incarico dopo meno di un mese. Il presidente Macron si trova ora intrappolato tra nomine impossibili, rischio elezioni anticipate e l’ombra del caos istituzionale

Se fallirà anche l’ultimo tentativo di Sébastien Lecornu ,  che ha ottenuto dall'Eliseo 48 ore di supplementari per ricomporre la situazione, dopo le dimissioni di ieri annunciate a  poche ore dalla presentazione della lista dei suoi ministri, Emmanuel Macron si troverà di fronte al bivio più drammatico del suo secondo mandato. La crisi politica francese, ormai fuori controllo, non è più soltanto una questione di nomi: è una resa dei conti con i limiti stessi della Quinta Repubblica. Senza una maggioranza, senza un premier stabile e con un bilancio in bilico, con una crisi economica che morde (  il deficit sfiora il 6% del Pil – il doppio del limite consentito dall’UE – e il debito pubblico è tra i più elevati d’Europa), Macron dovrà scegliere tra quattro opzioni, tutte rischiose, nessuna risolutiva.

Opzione 1: un nuovo primo ministro
La strada più immediata sarebbe nominare un altro capo del governo. Macron potrebbe insistere su una figura centrista, ma la sorte di Lecornu dimostra quanto sia fragile questo terreno. Una scelta interna rischia di generare gli stessi veti.Una soluzione più audace sarebbe cercare una personalità moderata dell’opposizione o un tecnocrate. Ma ogni scenario implica compromessi: uno spostamento a sinistra metterebbe a rischio le riforme economiche volute da Macron, mentre un nome troppo vicino alla destra alienerebbe i voti della sinistra, aumentando il rischio di mozioni di sfiducia.

Opzione 2: nuove elezioni legislative
Lo scioglimento anticipato dell’Assemblea è tecnicamente possibile, dato che è passato oltre un anno dall’ultimo. Ma politicamente, è un azzardo. Le elezioni del 2024 sono già state un boomerang, generando l’attuale paralisi parlamentare. Un nuovo voto potrebbe rafforzare gli estremi senza garantire una maggioranza chiara.Nonostante la sua riluttanza, se non si riesce a varare il bilancio, Macron potrebbe essere costretto a giocare questa carta.

Opzione 3: dimissioni del presidente
Una mossa radicale, invocata da una parte della sinistra, in particolare da Jean-Luc Mélenchon. La Costituzione prevede che in caso di dimissioni del presidente, sia il presidente del Senato (attualmente Gérard Larcher) ad assumere l'interim, con elezioni presidenziali da tenersi entro 20-50 giorni.Macron, tuttavia, ha sempre escluso questa possibilità e ha ribadito più volte la volontà di restare in carica fino al 2027.

Opzione 4: procedura di impeachment
Un passo estremo, mai realizzato nella storia della Quinta Repubblica. La rimozione del presidente da parte del Parlamento è prevista per “violazione dei doveri manifestamente incompatibile con l’esercizio del mandato”.

La France Insoumise sostiene da tempo questa opzione, ma la complessità della procedura – che richiede un doppio voto conforme in Assemblea e Senato – la rende altamente improbabile.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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