Link to Dalle università alle stazioni ferroviarie, dai porti ai cortei di piazza: occupazioni, scontri e proteste diffuse da nord a sud.Dalle università alle stazioni ferroviarie, dai porti ai cortei di piazza: occupazioni, scontri e proteste diffuse da nord a sud.
Roma, cuore della mobilitazione. Nella capitale migliaia di persone hanno sfilato dal Colosseo al Circo Massimo. Gli organizzatori hanno parlato di 50mila presenze, la questura ne ha conteggiate circa 10mila. In piazza si sono viste bandiere palestinesi, sindacati come l’Usb e sigle della sinistra radicale. La Sapienza è stata occupata dagli studenti di Lettere, mentre in un liceo romano si sono registrati momenti di tensione tra ragazzi pro Palestina e alcuni membri della comunità ebraica.
Torino. Oltre 20mila i manifestanti. Ma una frangia antagonista ha fatto irruzione nelle Officine Grandi Riparazioni, distruggendo arredi e strutture alla vigilia di un evento internazionale con Ursula von der Leyen, John Elkann e Jeff Bezos. Occupati licei e facoltà, brevi blocchi della metropolitana e dell’aeroporto di Caselle.
Bologna e Firenze. A Bologna la protesta è esplosa davanti alla stazione, con lacrimogeni e cariche delle forze dell’ordine contro il corteo di Usb e collettivi. La circolazione ferroviaria è stata sospesa, con gravi ritardi sull’Alta Velocità. A Firenze circa 5.000 manifestanti hanno invaso i binari di Santa Maria Novella: scontri con la polizia, alcuni agenti contusi, blocchi stradali a Prato e Livorno e occupazione del plesso universitario di via Laura.
A Trieste, vetri infranti e cariche di alleggerimento davanti alla stazione, con un poliziotto ferito.
A Napoli, corteo verso il porto respinto dalle forze dell’ordine dopo tentativi di sfondamento.
A Milano, occupata l’Università Statale e corteo da Loreto a Duomo, con richieste di embargo militare a Israele.
A Pisa, studenti nel rettorato, con l’annuncio di possibili blocchi in stazione e all’aeroporto.
A Venezia, striscione “Free Palestine” calato dallo Iuav.
A Genova, presidi portuali e blocchi al casello di Genova Ovest, senza però fermare l’attività dello scalo.
A Cagliari, corteo fino alla stazione e blocco stradale in piazza Matteotti.
A Bari, occupata un’aula universitaria, con la richiesta di sospendere tutti gli accordi accademici con Israele.
Il significato dello slogan. “Blocchiamo tutto” è diventato un grido che intreccia la rabbia per Gaza con il rifiuto della normalità. Il messaggio dei movimenti è chiaro: se la Flotilla umanitaria viene fermata, allora anche il Paese deve fermarsi. Una scelta che ricorda i momenti più radicali delle proteste studentesche e antagoniste degli anni passati, e che mette in difficoltà istituzioni e università.
La risposta politica. La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha condannato le violenze e definito “Blocchiamo tutto” “parole forti ma vuote”, ribadendo che il governo continuerà a favorire l’arrivo di studenti palestinesi negli atenei italiani. Una dichiarazione che però rischia di non smorzare la protesta, che sembra avviata a crescere con lo sciopero generale e la manifestazione nazionale di Roma. L’Italia, insomma, vive un passaggio delicato: Gaza diventa la miccia di un conflitto politico e sociale che scuote scuole, università e città. Un segnale che mostra come il tema palestinese sia tornato a mobilitare masse giovanili e sindacali, e come lo slogan “Blocchiamo tutto” possa trasformarsi, per molti, da semplice parola d’ordine a pratica quotidiana di lotta.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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