Liste d'attesa nella sanità: ritardi per approvazione misure anti code

di

Annachiara Mottola Di Amato
Liste d'attesa nella sanità: ritardi per approvazione misure anti code

Link to I decreti attuativi per i quali i termini sono già scaduti sono quello sulle "linee guida per il funzionamento della piattaforma nazionale delle liste d'attesa",  quello  sulle “modalità per l'attuazione dei poteri sostitutivi che lo Stato dovrebbe esercitare quando le strutture regionali sono inadempienti”e, infine, quello che riguarda “l’adozione di specifiche linee guida nazionali per la definizione dei criteri di realizzazione, di funzionamento della piattaforma nazionale e di interoperabilità con le piattaforme regionali delle liste di attesa”I decreti attuativi per i quali i termini sono già scaduti sono quello sulle "linee guida per il funzionamento della piattaforma nazionale delle liste d'attesa",  quello  sulle “modalità per l'attuazione dei poteri sostitutivi che lo Stato dovrebbe esercitare quando le strutture regionali sono inadempienti”e, infine, quello che riguarda “l’adozione di specifiche linee guida nazionali per la definizione dei criteri di realizzazione, di funzionamento della piattaforma nazionale e di interoperabilità con le piattaforme regionali delle liste di attesa”

Ennesimo stallo sull'emergenza delle liste d'attesa che condanna milioni di italiani a rinviare le cure o a rinunciarci. Infatti, a due mesi dal varo del piano con cui il Governo punta ad abbatterle - il decreto sulle liste d'attesa è entrato in vigore il 1 agosto - mancano all'appello tutti i decreti attuativi attesi. Il decreto legge fissava tra i 30 e 60 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il termine per far partire alcune delle misure più importanti. Per tre di queste il termine, fissato al 30 settembre, è quindi già scaduto.

ALL'APPELLO MANCA DECRETO PER LE LINEE GUIDA DELLA PIATTAFORMA NAZIONALE
La legge voluta fortemente dal ministro della Salute Orazio Schillaci, al momento resta al palo. Manca ancora, infatti, il decreto attuativo (atteso entro due mesi) con le linee guida che disegnano l'identikit della piattaforma nazionale sulle liste d'attesa. È a questo strumento che spetta il compito di monitorare i tempi delle prestazioni ospedale per ospedale interagendo con le piattaforme regionali. Manca all'appello anche il decreto (da adottare entro 30 giorni) che deve definire i poteri sostitutivi dello Stato quando le Regioni sono inadempienti nel garantire una gestione corretta delle liste d'attesa. Così come il decreto (atteso sempre entro 30 giorni) che deve provvedere alla “Classificazione e Stratificazione della popolazione” per decidere la programmazione delle cure.
IN STAND BY IL MECCANISMO SALTA CODE
Un altra misura fondamentale del decreto liste d'attesa, ancora non attuata, è il “saltacode” che prevede che le Asl in caso di tempi troppo lunghi di visite ed esami garantiscono la prestazione ai cittadini pagandogliela in intramoenia o dal privato accreditato. Da questo punto di vista sono tanti i passaggi che mancano all'appello. Da una parte, il protocollo Salute- Mef -Regioni (atteso entro 60 giorni) che deve decidere come impiegare le risorse non spese in passato per le liste d'attesa (erano stati stanziati 500 milioni non tutti spesi). Dall'altra il grande il divario territoriale tra Regioni: alcune, infatti, stanno dando le indicazioni operative ai Cup mentre altre ancora no. «Questo è uno strumento in più per le aziende, che si stanno dotando di regolamenti interni per applicarlo», assicura Giovanni Migliore presidente Fiaso (i manager degli ospedali) che però chiede di «intervenire anche sull'appropriatezza della domanda di cure. Fare più prestazioni non significa tutelare meglio la salute dei cittadini».

I RITARDI DELLE REGIONI

Entro il 30 settembre, poi, il decreto prevedeva anche un adempimento per tutte le Regioni, ovvero l'istituzione dell'Unità centrale di gestione dell'assistenza sanitaria e dei tempi delle liste di attesa, un organismo necessario per monitorare l'attuazione corretta della governance sulle liste d'attesa. Al momento però solo poche Regioni si sono attivate. Per questo motivo, secondo Tonino Aceti, presidente di Salutequità, a questo punto è necessario un intervento straordinario: «Questo ritardo sul piano è inaccettabile, incomprensibile e insostenibile per i cittadini che si misurano tutti i giorni con il problema di attese troppo lunghe per curarsi. Se Regioni e Governo ritardano ancora bisogna pensare a un commissario straordinario per le liste d'attesa».

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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