Malagò: “Dopo i successi ottenuti, è giusto che io non possa ricandidarmi e altri sì?”

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Corinna Pindaro
Malagò: “Dopo i successi ottenuti, è giusto che io non possa ricandidarmi e altri sì?”

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Giovanni Malagò, presidente del Coni, è tornato a esprimere il suo dissenso riguardo al limite dei mandati e la sua ricandidatura, durante un’intervista a Zona Bianca su Rete4. Con Milano-Cortina 2026 all’orizzonte, Malagò ha sollevato dubbi sull’equità della normativa vigente.

«Questa legge, approvata in un periodo particolare durante il governo dei Cinque Stelle, è stata modificata due volte, introducendo la possibilità di ricandidarsi a patto di ottenere almeno i due terzi dei voti dell’assemblea», ha spiegato Malagò. «Ma in queste modifiche, solo il Coni è stato escluso. Considerando che, come ha sempre detto la premier Meloni, devono essere gli elettori a decidere, è giusto che io non possa ricandidarmi dopo i risultati ottenuti, mentre altri possono farlo?».

Malagò ha poi escluso la possibilità di una sua candidatura a sindaco di Roma o alla presidenza della Figc: «Assolutamente no. Sono una persona seria. Il mio mandato scade a maggio 2025, come si può pensare di fare altre cose?».

I successi di Parigi 2024 e il ruolo del Coni

Riflettendo sui risultati ottenuti dall’Italia ai Giochi Olimpici di Parigi 2024, Malagò ha sottolineato l’importanza del lavoro coordinato tra federazioni, tecnici e atleti, tutti sotto la guida del Coni. «Non abbiamo un singolo atleta che ha raccolto un gran numero di medaglie, come Marchand o gli arcieri coreani, ma abbiamo conquistato medaglie in diverse discipline. L’Italia è un paese multidisciplinare».

“Mattarella sotto la pioggia: un errore grave”

Malagò ha espresso apprezzamento per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che a settembre riceverà non solo i medagliati azzurri ma anche gli atleti che hanno ottenuto quarti posti. «Il presidente Mattarella ha dimostrato una sensibilità unica e una profonda competenza nel nostro settore», ha affermato Malagò, riferendosi anche alla gaffe durante la cerimonia di apertura, quando Mattarella è stato lasciato sotto la pioggia senza riparo. «È stato un errore gravissimo nei confronti del nostro Presidente», ha commentato, evidenziando come anche altri capi di Stato e membri del Cio siano rimasti sotto la pioggia, mentre i rappresentanti del governo francese erano all’asciutto.

L’oro dell’Italvolley e la nuova “italianità”

Malagò ha anche parlato dell’oro dell’Italvolley femminile, diventato un simbolo della nuova italianità, in contrasto con le dichiarazioni del generale Roberto Vannacci. «Ognuno fa il suo mestiere, ma Egonu è italianissima», ha detto Malagò. «Quando sento parlare di integrazione, ribadisco che non è così. Se qualcuno pensa che avere la pelle di un colore diverso significhi non essere italiani, è una perdita di tempo anche solo discuterne».

Il caso Khelif e le polemiche

Infine, Malagò ha affrontato il caso della pugile Khelif, al centro di polemiche per le accuse di essere un uomo. Rispondendo alle critiche provenienti anche dalla destra al governo, Malagò ha ricordato che «gli organismi sportivi hanno stabilito che avesse le caratteristiche per gareggiare tra le donne». Ha aggiunto che Khelif compete per l’Algeria da 7-8 anni, con successi alterni, e che la nuova federazione internazionale si trova in contrasto con quella precedente, che ha strumentalizzato il caso.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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