Link to Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha chiesto perdono a nome del popolo tedescoIl presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha chiesto perdono a nome del popolo tedesco
Nel cuore di Marzabotto, luogo segnato da uno dei più efferati massacri nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha ricordato l’importanza della memoria storica, ribadendo con fermezza il monito contro i rigurgiti di fascismo e nazismo. Al suo fianco, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha chiesto perdono a nome del popolo tedesco, in un discorso toccante che ha unito commozione e riflessione.
Link to La tragedia di MarzabottoLa tragedia di Marzabotto
La strage di Marzabotto si consumò nell’autunno del 1944, dal 29 settembre al 5 ottobre, e portò alla morte di 770 persone, tra cui 261 bambini. Il più piccolo aveva solo quattordici giorni. Gli abitanti del paese, colpevoli solo di offrire sostegno ai partigiani, furono vittime di una violenta rappresaglia da parte delle truppe naziste, con la complicità dei fascisti della Repubblica di Salò. È una ferita profonda nella storia d’Italia, che Mattarella ha voluto commemorare con parole cariche di significato.
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Il Presidente ha citato Primo Levi: “È accaduto, quindi può di nuovo accadere”. Il rischio, ha avvertito Mattarella, è che dimenticando gli orrori del passato si lasci spazio al ritorno di ideologie pericolose. La memoria, ha detto, è una responsabilità collettiva, necessaria per evitare che si ripetano crimini contro l’umanità. Ha inoltre messo in guardia dai nuovi fascismi, dai movimenti antidemocratici e dai nazionalismi aggressivi che minacciano i valori su cui si fonda l’Europa.
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Mattarella ha definito la sua visita a Marzabotto un “pellegrinaggio laico”, sottolineando come luoghi come Marzabotto e Monte Sole siano “pietre angolari della Repubblica italiana”. Questi siti non sono solo simboli del dolore, ma anche della rinascita e della forza rigeneratrice di un Paese che, insieme alla Germania, è riuscito a risorgere dalle ceneri del conflitto. In questo spirito di riconciliazione, Mattarella ha voluto lanciare un messaggio di speranza, ricordando che l’Italia e la Germania, nonostante il loro passato doloroso, hanno saputo costruire un futuro di pace.
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Il presidente tedesco Steinmeier, in segno di umiltà e rispetto, ha parlato in italiano. Ha espresso profondo dolore e vergogna per le atrocità commesse dai soldati tedeschi, ammettendo che molti luoghi di eccidi come Marzabotto sono sconosciuti in Germania, un motivo che lo ha spinto a essere presente in quel luogo di memoria. Steinmeier ha ribadito che il ricordo di quei tragici eventi deve servire a unire, non a dividere, i popoli italiano e tedesco. Le sue parole sono state accolte da un’ovazione.
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Mattarella ha ricordato Walter Reder, il comandante delle truppe tedesche responsabili del massacro. Figura emblematica della “banalità del male”, come Hannah Arendt definì chi compie atrocità senza apparente coscienza morale, Reder fu catturato e imprigionato, ma nel 1985 venne liberato tra forti polemiche. Anche il suo pentimento fu poi ritrattato, segno di una mancata redenzione che aggrava ulteriormente il suo crimine. La memoria di Reder e delle sue azioni rimane un monito su come il male possa manifestarsi anche nella quotidianità degli uomini.
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Il discorso di Mattarella è stato accolto con favore da molti dei presenti, che hanno visto in lui un difensore della Costituzione e dei valori democratici, soprattutto in un contesto politico in cui si assiste a tentativi di riscrivere o mistificare la storia. Il presidente ha ribadito che il nazionalismo, con il suo carico di violenza e supremazia, non appartiene più alla nostra epoca. L’Italia deve continuare a ispirarsi ai principi di libertà e democrazia su cui si fonda la Costituzione repubblicana.
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Infine, Mattarella ha sottolineato che il dolore delle vittime e dei sopravvissuti non passa mai. In un momento toccante, ha incontrato la figlia di una vittima a Monte Sole, ribadendo l’importanza del ricordo, soprattutto ora che i testimoni diretti di quei tragici eventi stanno scomparendo. Il presidente sente su di sé il peso della testimonianza, un compito che lo spinge a visitare i luoghi della memoria, affinché non si dimentichi mai ciò che è accaduto.
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