. Il capo dello Stato è stato accolto da un applauso dei presenti e ha assistito all’esecuzione dell’inno d’Italia. Nel suo intervento Mattarella ha ricordato alcune delle parole d’ordine sulle quali si basa l’idea della manifestazione: “accoglienza, partecipazione, solidarietà. È chiaro che questa è una vera festa, una festa dell’inclusione”.
L’ormai consueta manifestazione a Castelporziano è stata voluta da Mattarella all’inizio del suo primo settennato e si inserisce nel progetto di apertura al pubblico delle proprietà del Quirinale. Tra esibizioni di ragazzi con disabilità motorie e cognitive, selfie e strette di mano, tanta musica e un clima di grande partecipazione, il capo dello Stato è perfettamente a proprio agio nel sottolineare l’importanza della solidarietà, t del volontariato. Un mondo che fa riflettere ben oltre la disabilità in questi tempi di radicalizzazioni e chiusure. “La vita sociale dell’Italia aspira ad essere – e deve essere – sempre di più quella di una vera comunità, composta da persone ciascuna diversa da ogni altra. Tutte con eguale dignità, con talenti differenti, con differenti creatività”, ha sottolineato il Capo dello Stato. In effetti l’atmosfera di Castelporziano sembra essere così distante dai toni duri del dibattito sull’immigrazione. Ma l’appello di Mattarella è “urbi et orbi” e va ben al di là della polemica politica. Infatti, spiega lui stesso, “a Castelporziano si cerca di fornire un contributo in questa preziosa e necessaria direzione, con una testimonianza di amicizia”.
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