Meloni in Albania, in nuovi centri d’accoglienza saranno attivi dal 1 agosto 2024

di

Carlo Longo
Meloni in Albania, in nuovi centri d’accoglienza saranno attivi dal 1 agosto 2024

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EDI RAMA PRIMO MINISTRO DELLA REPUBBLICA DI ALBANIA GIORGIA MELONI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Le ultime ore della campagna elettorale per le elezioni europee sono state dominate dalla questione migratoria, un tema cruciale nel dibattito politico internazionale. La gestione dei flussi migratori e le politiche da adottare saranno infatti decisive per la prossima Commissione europea e per i vari gruppi politici rappresentati nel Parlamento europeo.

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La premier italiana, Giorgia Meloni, ha utilizzato gli ultimi giorni della campagna per ribadire la sua posizione sull’immigrazione, tema su cui ha concentrato gran parte della sua azione di governo, focalizzandosi principalmente sulla lotta contro l’immigrazione illegale. Meloni, accompagnata dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, si è recata in Albania per visitare la struttura di Shengjin, predisposta per accogliere i migranti provenienti dall’Italia nell’ambito del Patto siglato con il premier albanese Edi Rama l’anno scorso.

A Shengjin, saranno gestite le procedure di ingresso (identificazione e registrazione) dei migranti sbarcati sulle coste italiane, per evitare il sovraffollamento dei centri di accoglienza in Italia. La struttura, situata a circa 70 chilometri dalla capitale, è stata completata il giorno prima della visita della premier. “La struttura è pronta, ieri sono stati ultimati i lavori e adesso è passata sotto la gestione italiana. Potrà ospitare circa 200 persone che poi saranno trasferite nelle strutture di Gjader”, ha dichiarato Sander Marashi, direttore del porto.

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Durante la visita, Meloni e Rama hanno effettuato un sopralluogo nell’area presso l’ex aeroporto di Gjader, destinata alla realizzazione delle strutture per l’accertamento dei presupposti finalizzati al riconoscimento della protezione internazionale e per il rimpatrio dei migranti non aventi diritto all’ingresso e alla permanenza in Italia. Successivamente, i due leader hanno tenuto una conferenza stampa nel porto di Shengjin.

Nel suo intervento, il premier Rama ha criticato duramente la stampa italiana, accusandola di gettare fango sull’Albania con accuse di criminalità e corruzione legate ai centri per migranti. “Non c’è nessuna mafia albanese, è un concetto usato per gettare fango sull’Albania”, ha dichiarato Rama, esprimendo tristezza per le accuse infondate e ribadendo l’impegno dell’Albania nell’aiutare l’Italia.

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Meloni ha ringraziato Rama e il popolo albanese per la loro collaborazione e ha sottolineato che l’accordo tra Italia e Albania è di grande respiro europeo. Ha ricordato come l’Albania sia stata definita ingiustamente quasi un narco-Stato, nonostante sia un Paese desideroso di entrare nella famiglia europea. La premier italiana ha evidenziato che il modello di cooperazione italo-albanese potrebbe essere replicabile in altri Paesi europei e potrebbe rappresentare una soluzione strutturale per l’Unione europea.

Meloni ha inoltre annunciato che i centri di accoglienza saranno operativi dal primo agosto 2024 e che il modello italiano sta suscitando l’interesse di diversi Paesi europei, inclusa la Germania. Ha concluso affermando che, nonostante i ritardi dovuti alla natura dei terreni di Gjader, l’obiettivo di creare un sistema efficace di gestione dei migranti vale lo sforzo e il tempo impiegato.

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Magi, criticando apertamente l’operazione, ha cercato di attirare l’attenzione sulla questione esibendo un cartello con la scritta “Hotspot elettorale” davanti all’auto della premier. Questo gesto ha provocato un alterco con le forze dell’ordine, durante il quale Magi è stato maltrattato, riportando una camicia sporca di sangue.

In risposta alla provocazione di Magi, che aveva espresso preoccupazione per il trattamento dei migranti definendoli “poveri cristi”, la premier Meloni, evidentemente infastidita, ha replicato con una frase che ha suscitato polemiche: “Sì, poveri cristi…”. Questa espressione, considerata infelice, ha accentuato le tensioni già esistenti riguardo alla gestione dei flussi migratori e all’approccio del governo italiano.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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