Miccichè lascia Forza Italia e va nel partito di Raffaele Lombardo: “FI non è più quella di Berlusconi”

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Corinna Pindaro
Miccichè lascia Forza Italia e va nel partito di Raffaele Lombardo: “FI non è più quella di Berlusconi”

Link to Micciché lamenta che il partito sia diventato anonimo e totalmente subordinato agli alleati di governo. A tal proposito sottolinea come il cambiamento all’interno della coalizione di centrodestra abbia portato a un ambiente in cui è ormai impossibile discutere di diritti civiliMicciché lamenta che il partito sia diventato anonimo e totalmente subordinato agli alleati di governo. A tal proposito sottolinea come il cambiamento all’interno della coalizione di centrodestra abbia portato a un ambiente in cui è ormai impossibile discutere di diritti civili

Gianfranco Micciché, un veterano di Forza Italia e membro del partito sin dal primo governo Berlusconi del 1994, ha recentemente annunciato la sua uscita da Forza Italia per unirsi al Movimento per l’Autonomia (Mpa) di Raffaele Lombardo, nell’Assemblea Regionale Siciliana. Questa decisione, come spiegato dallo stesso Micciché in un’intervista a Repubblica, deriva dalla sua crescente alienazione nei confronti del partito che non riconosce più, affermando che Forza Italia di oggi è ben lontana da quella che Berlusconi aveva immaginato e costruito. Micciché lamenta che il partito sia diventato anonimo e totalmente subordinato agli alleati di governo.

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Micciché sottolinea come il cambiamento all’interno della coalizione di centrodestra abbia portato a un ambiente in cui è ormai impossibile discutere di diritti civili, affermando che “oggi, all’interno della coalizione di centrodestra, non si può più neppure parlare di diritti civili. Vietato”. Secondo lui, Berlusconi non avrebbe mai approvato questa evoluzione, che vede la destra odierna abbandonare i principi liberali e riformisti su cui si era fondata. In particolare, critica la leadership di Giorgia Meloni, che accusa di riportare la destra italiana ai valori antecedenti alla storica svolta di Fiuggi del 1995, quando il Movimento Sociale Italiano rifiutò il fascismo.

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L’abbandono di Forza Italia da parte di Micciché non è stato privo di contrasti interni, specialmente con il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani. Micciché ha raccontato di aver proposto la sua sostituzione come coordinatore regionale del partito con Tommaso Calderone, ma Schifani ha minacciato di dimettersi, evidenziando un clima di gestione del partito basato su epurazioni e sottomissione alla segreteria nazionale. Micciché critica Schifani anche per il suo silenzio sull’autonomia differenziata, che considera una rovina per il Sud, sostenendo che il presidente della Regione Sicilia non ha avuto il coraggio di opporsi per non scontentare Meloni e Salvini.

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Micciché si è anche difeso dalle accuse di peculato e truffa che lo vedono sotto indagine, respingendo come false le accuse mosse contro di lui e attribuendo l’inizio dell’indagine a una denuncia sospetta fatta da Gaetano Armao, ex assessore regionale. L’unico rimpianto che Micciché esprime riguarda un commento volgare rivolto agli inquirenti, che però, secondo lui, testimonia la sua innocenza, sostenendo che era tranquillo e certo di non aver commesso alcun illecito.

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Infine, Micciché esprime il suo desiderio di riprendere la battaglia per i diritti civili, criticando aspramente la situazione attuale in cui, per compiacere il governo, si stanno facendo passi indietro di cinquant’anni, come nel caso della mancata approvazione di una mozione a Palermo per la trascrizione dei figli delle famiglie omogenitoriali. Pur condividendo il pensiero di Marina Berlusconi, che ha criticato la destra per l’arretramento sui diritti, Micciché non crede che i figli di Berlusconi abbiano intenzione di entrare in politica.

Questo cambiamento segna una svolta importante nella carriera di Micciché e riflette il clima di crescente tensione e insoddisfazione all’interno del centrodestra italiano, specialmente tra coloro che, come lui, si identificano con i valori liberali e riformisti che hanno originariamente formato Forza Italia.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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