Link to Zanardi resta il simbolo di una forza fuori dal comune: capace di trasformare il dolore in rinascita, ha incarnato come pochi altri il significato più profondo dello sport e della vita.Zanardi resta il simbolo di una forza fuori dal comune: capace di trasformare il dolore in rinascita, ha incarnato come pochi altri il significato più profondo dello sport e della vita.
È morto a 59 anni Alex Zanardi, figura simbolo dello sport e della resilienza. Ex pilota automobilistico con 44 Gran Premi in Formula 1, fu protagonista anche nelle competizioni americane, dove conquistò due titoli nel campionato CART. La sua carriera cambiò drammaticamente nel 2001, quando un incidente al Lausitzring gli costò entrambe le gambe.
Da quella tragedia nacque però una seconda vita straordinaria: Zanardi si reinventò atleta paralimpico nell’handbike, diventando uno dei più grandi di sempre con numerosi titoli mondiali e otto medaglie d’oro ai Giochi paralimpici, tra Paralimpiadi di Londra 2012 e Paralimpiadi di Rio 2016.
Nato a Bologna nel 1966, cresciuto a Castel Maggiore, aveva coltivato fin da giovane la passione per i motori, arrivando ai vertici del motorsport dopo una lunga gavetta tra kart, Formula 3 e Formula 3000. La sua carriera in Formula 1, iniziata nel 1991 con il team di Eddie Jordan, lo vide correre anche con Minardi, Lotus e Williams.
Nel 2020 un nuovo, grave incidente durante una staffetta benefica in handbike vicino a Pienza lo aveva riportato in condizioni critiche. Dopo una lunga riabilitazione, era tornato a casa nel 2021, vivendo gli ultimi anni lontano dai riflettori.
Zanardi resta il simbolo di una forza fuori dal comune: capace di trasformare il dolore in rinascita, ha incarnato come pochi altri il significato più profondo dello sport e della vita.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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