Link to Un Presidente della Repubblica tra dilemmi morali, rapporto con il presente e il diritto all’eutanasia. Il cinema, dice il regista, deve restare uno spazio aperto anche nelle polemiche su GazaUn Presidente della Repubblica tra dilemmi morali, rapporto con il presente e il diritto all’eutanasia. Il cinema, dice il regista, deve restare uno spazio aperto anche nelle polemiche su Gaza
Il Presidente interpretato da Servillo, soprannominato “cemento armato”, affronta questioni morali complesse, mostrando incertezza ma anche apertura: sceglie, infatti, di affidarsi allo sguardo della figlia per comprendere un presente che gli sfugge. Per Sorrentino, è un invito a «non cadere nella nostalgia del passato, ma a dare fiducia alle nuove generazioni».
L’idea del film nasce da un fatto reale: la grazia concessa da Sergio Mattarella a un uomo che aveva ucciso la moglie malata di Alzheimer. Un episodio che ha spinto il regista a riflettere sulla fragilità, sul dubbio e sulla necessità di una legge sull’eutanasia. «Le nuove generazioni hanno un rapporto diverso con la debolezza: chiedono che sia rispettata», dice Sorrentino, che cita anche la testimonianza della donna Martina Oppelli, a cui è stato negato il suicidio assistito, per ribadire che «dietro ogni richiesta di morire c’è un lunghissimo tentativo di restare vivi».
Infine, sulla polemica riguardante la presenza di Gal Gadot e Gerard Butler alla Mostra, dopo l'appello di oltre 1500 artisti per una presa di posizione netta su Gaza, Sorrentino risponde in modo diretto: «A Gaza è in atto un genocidio. Ma il cinema non può escludere: deve accogliere anche le voci che non condividiamo. Altrimenti, rischia di diventare un pensiero unico. E quello sarebbe letale».
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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