Naufragio Bayesian, il capitano Cutfield si è avvalso della facoltà di non rispondere

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Corinna Pindaro
Naufragio Bayesian, il capitano Cutfield si è avvalso della facoltà di non rispondere

Link to L’interrogatorio di Cutfield si è svolto all’Hotel Domina Zagarella di Santa Flavia, dove sono stati ascoltati anche altri superstiti del naufragio. Al momento, nessuno di loro è formalmente indagato, ma potrebbero esserci ulteriori iscrizioni nei prossimi giorni, seguite dalle autopsie delle sette vittimeL’interrogatorio di Cutfield si è svolto all’Hotel Domina Zagarella di Santa Flavia, dove sono stati ascoltati anche altri superstiti del naufragio. Al momento, nessuno di loro è formalmente indagato, ma potrebbero esserci ulteriori iscrizioni nei prossimi giorni, seguite dalle autopsie delle sette vittime

James Cutfield, il capitano del veliero Bayesian, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio condotto dai pm della Procura di Termini Imerese. L’interrogatorio, iniziato alle 15 e conclusosi dopo la lettura dei capi di imputazione, ha visto Cutfield assistere senza rilasciare dichiarazioni, pur non essendo obbligato a rimanere in Italia. Tuttavia, potrebbe ancora restare per consultarsi con i suoi legali e definire una strategia difensiva.

Parallelamente agli interrogatori, l’attenzione delle autorità siciliane si concentra sul destino del relitto del veliero, affondato il 19 agosto a Porticello. La Procura di Termini Imerese, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per naufragio colposo e omicidio colposo plurimo, si sta concentrando principalmente su Cutfield, già iscritto nel registro degli indagati, e sul vicecomandante Tijs Koopman, che attualmente è considerato solo una persona informata sui fatti. Entrambi sono stati invitati a restare in Italia per collaborare con gli inquirenti.

L’interrogatorio di Cutfield si è svolto all’Hotel Domina Zagarella di Santa Flavia, dove sono stati ascoltati anche altri superstiti del naufragio. Al momento, nessuno di loro è formalmente indagato, ma potrebbero esserci ulteriori iscrizioni nei prossimi giorni, seguite dalle autopsie delle sette vittime.

Tra i punti critici dell’inchiesta emerge l’ipotesi di un portellone aperto che avrebbe causato l’ingresso di una grande quantità d’acqua, contribuendo all’affondamento del veliero. Altri aspetti da chiarire includono un possibile ritardo nel lancio del razzo di segnalazione e la decisione di lasciare il Bayesian in rada nonostante le condizioni meteorologiche avverse.

Un altro nodo riguarda il recupero del relitto, complicato da motivi organizzativi e burocratici. La preoccupazione maggiore è legata al serbatoio del veliero, che contiene circa 18.000 litri di carburante. Prima di procedere al recupero, sarà necessario mettere in sicurezza il serbatoio per evitare un disastro ambientale nel mare di Porticello.

La Guardia costiera, terminata l’operazione di ricerca e soccorso, sta ora monitorando l’area per scongiurare eventuali fuoriuscite di idrocarburi. Finora non sono state registrate perdite dai serbatoi né tracce di inquinamento. Tuttavia, tra le ipotesi degli inquirenti vi è un possibile ritardo nel dare l’allarme prima dell’affondamento, con particolare attenzione alla condotta del membro dell’equipaggio che era di turno in plancia al momento dell’incidente.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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