Navalny avvelenato con epibatidina: i servizi segreti occidentali accusano Mosca

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Corinna Pindaro
Navalny avvelenato con epibatidina: i servizi segreti occidentali accusano Mosca

Link to Secondo cinque servizi segreti occidentali, Aleksej Navalny sarebbe stato ucciso con epibatidina, una neurotossina derivata dalla rana freccia. Le accuse presentate alla Conferenza di MonacoSecondo cinque servizi segreti occidentali, Aleksej Navalny sarebbe stato ucciso con epibatidina, una neurotossina derivata dalla rana freccia. Le accuse presentate alla Conferenza di Monaco

NAVALNYA due anni dalla morte in carcere di Aleksej Navalny, la vicenda torna al centro dell’attenzione internazionale. In una dichiarazione congiunta diffusa a margine della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, i servizi di intelligence di cinque Paesi occidentali hanno affermato che l’oppositore russo sarebbe stato ucciso mediante avvelenamento con epibatidina, una potente neurotossina.

Secondo la nota, solo lo Stato russo avrebbe avuto capacità, movente e opportunità per impiegare una sostanza di questo tipo durante la detenzione di Navalny in una colonia penale siberiana.

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All’epoca dei fatti, le autorità russe avevano attribuito il decesso a una combinazione di patologie preesistenti, una spiegazione accolta con scetticismo da governi e osservatori internazionali.

Ora, secondo quanto dichiarato da Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi, analisi condotte su campioni biologici prelevati clandestinamente dal corpo di Navalny avrebbero rilevato tracce della tossina. I risultati verrebbero presentati all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, con l’accusa che la Russia non abbia rispettato gli obblighi di distruzione delle proprie scorte chimiche.

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L’epibatidina è un alcaloide estremamente tossico ricavato dalla pelle della rana sudamericana Epipedobates tricolor, nota come rana freccia. Scoperta negli anni Settanta, la sostanza è considerata una delle neurotossine naturali più potenti conosciute.

Agisce sui recettori nicotinici del sistema nervoso centrale e periferico, interferendo con la trasmissione degli impulsi nervosi. L’esposizione può provocare un rapido intorpidimento progressivo, seguito da paralisi generalizzata e insufficienza respiratoria. A dosi elevate, la sequenza clinica comprende perdita di coscienza, convulsioni, coma e morte in tempi relativamente brevi.

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Secondo esperti citati da media investigativi indipendenti, le condizioni descritte nei momenti precedenti alla morte di Navalny – collasso improvviso, perdita di coscienza e mancata risposta ai tentativi di rianimazione – sarebbero compatibili con l’azione di un agonista nicotinico ad azione rapida come l’epibatidina.

Il quadro clinico, spiegano i tossicologi, corrisponderebbe a una progressione tipica da paralisi a insufficienza respiratoria fatale.

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Le conclusioni occidentali rafforzano le accuse già avanzate in passato dalla vedova dell’oppositore, Julija Navalnaja, che aveva parlato apertamente di avvelenamento. Navalnaja ha ringraziato i governi europei per le indagini condotte e ha chiesto che il presidente russo Vladimir Putin sia ritenuto responsabile.

Dal lato russo, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha respinto le accuse definendole insinuazioni prive di fondamento e sostenendo che qualsiasi commento sarebbe possibile solo alla luce di prove scientifiche dettagliate.

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Le nuove accuse rischiano di aggravare ulteriormente le tensioni tra Mosca e i Paesi occidentali, già profondamente deteriorate dal conflitto in Ucraina. L’eventuale coinvolgimento dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche potrebbe trasformare la vicenda in un contenzioso diplomatico di ampia portata, con possibili ripercussioni sul piano delle sanzioni e delle relazioni multilaterali.

A distanza di due anni, la morte di Navalny resta dunque un nodo politico e giudiziario centrale nel confronto tra Russia e Occidente, ora accompagnato da un’accusa ancora più grave: l’uso di una tossina letale di origine naturale come arma chimica.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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