Link to Arabia Saudita, Egitto e Turchia starebbero valutando una proposta iraniana di “patto di non aggressione” in Medio Oriente, con l’obiettivo prioritario di riaprire lo Stretto di Hormuz e stabilizzare l’areaArabia Saudita, Egitto e Turchia starebbero valutando una proposta iraniana di “patto di non aggressione” in Medio Oriente, con l’obiettivo prioritario di riaprire lo Stretto di Hormuz e stabilizzare l’area
Numeri che rischiano di avere un peso decisivo in vista delle elezioni di midterm. Trump si trova così davanti a un bivio: proseguire nello stallo diplomatico, tentando di costringere l’Iran ad accettare le sue condizioni di pace, oppure rilanciare l’offensiva militare nel tentativo di ottenere un risultato decisivo contro il regime degli ayatollah. A complicare il quadro c’è anche l’impatto economico del conflitto. Dall’inizio dei bombardamenti il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti è aumentato del 56%, passando da 2,89 dollari al gallone a oltre 4,5 dollari. Un rincaro che pesa direttamente sui consumatori e rischia di alimentare inflazione, rallentamento economico e tensioni sociali.
Secondo diversi analisti, Trump sarebbe consapevole che una guerra lunga o un accordo considerato debole potrebbero essere letti dagli elettori come un fallimento. Gli obiettivi annunciati dalla Casa Bianca — fermare il programma nucleare iraniano, ridurre la capacità missilistica di Teheran e favorire un cambio di regime — appaiono infatti ancora lontani.Nel frattempo gli alleati regionali degli Stati Uniti spingono invece per una soluzione diplomatica. Arabia Saudita, Egitto e Turchia starebbero valutando una proposta iraniana di “patto di non aggressione” in Medio Oriente, con l’obiettivo prioritario di riaprire lo Stretto di Hormuz e stabilizzare l’area. Una strategia che punta a chiudere il conflitto rapidamente, evitando un’escalation che potrebbe avere conseguenze economiche e politiche ancora più pesanti anche per Washington.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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