Link to Nella classifica 2025 della rivista americana Time c'è anche il prestigioso palazzo settecentesco situato nel cuore del capoluogo meneghinoNella classifica 2025 della rivista americana Time c'è anche il prestigioso palazzo settecentesco situato nel cuore del capoluogo meneghino
C’è un tesoro italiano nel The World’s Greatest Places of 2025, la rinomata lista del Timeche da sette anni a questa parte elenca i 100 posti più belli del mondo. Inaugurato lo scorso dicembre, Palazzo Citterio è stato acquistato dallo Stato nel 1972, anno in cui gli allora Sovrintendenti Gian Alberto Dell’Acqua e Franco Russoli formularono l’idea di uno spazio che consentisse al museo di crescere con l’arte del Novecento diventando non solo luogo di conservazione, ma centro di sperimentazione e ricerca.
Quell’idea si concretizza 52 anni dopo – fra contributi o ostruzioni di ben 30 governi – con la trasformazione definitiva dell’edificio in uno spazio artistico: tempo decisamente non breve ma, come scritto sulla rivista americana, “L’attesa è valsa la pena”. Il risultato è una galleria audace, che con delicatezza offre all’arte italiana del XX secolo (e non solo) una casa quasi necessaria. Il Time ha dedicato particolare attenzione anche all’imponente sala centrale che è dominata dalla straordinaria Fiumana, il dipinto di 4 metri di Giuseppe Pellizza da Volpedo, “una raffigurazione di lavoratori in sciopero così potenti che sembra che abbia fatto un buco nel soffitto di cemento sopra di essa”.
Queste le parole con cui, non a caso, il Direttore Generale Angelo Crespi, che dopo il suo insediamento il 15 gennaio 2024, ha svolto un ruolo fondamentale per il lancio del progetto, definendolo: «Un atto che consente di pensare l’edificio di Brera come un unicum al mondo che corona il sogno di Franco Russoli di realizzare la Grande Brera». L’antico palazzo settecentesco, con le sue pareti blu polvere, si presenta con un nucleo moderno minimalista e uno spazio sotterraneo futuristico e ospita opere di artisti italiani e internazionali, come Morandi, Modigliani, De Chirico, Picasso, Braque e Bonnard e le collezioni private di Emilio e Maria Jesi, gli straordinari mecenati che vissero all’interno del palazzo. Un’istituzione riconosciuta a livello mondiale, inno alla storia del modernismo italiano, spesso sottovalutato e poco conosciuto al di fuori del nostro Paese.
Palazzo Citterio insomma, va controcorrente, distaccandosi dalle realtà museali eccessivamente concettualizzate ed offrendo collezioni nazionali d’impatto, in edifici che prima ancora di custodire la storia, sono parte di essa.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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