La Commissione europea ha dato oggi il via libera al pagamento della nona e penultima rata del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinata all’Italia, per un importo complessivo di 12,8 miliardi di euro. Un passaggio cruciale che, nelle prossime settimane, porterà a 166 miliardi di euro il totale delle risorse già ricevute dal nostro Paese, confermando il raggiungimento integrale degli obiettivi programmati fino a questo punto. Il via libera di Bruxelles rappresenta un ulteriore consolidamento della posizione italiana nel panorama europeo. “Con l’approvazione del pagamento della nona rata, legata al conseguimento di 50 obiettivi, l’Italia consolida il primato europeo nell’attuazione del PNRR per risorse ricevute e risultati raggiunti”, ha dichiarato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il capo del governo ha sottolineato come siano stati centrati complessivamente 416 traguardi tra riforme e investimenti strategici, evidenziando il passaggio “da una logica di spesa a una cultura delle riforme e degli investimenti strutturali”, destinata a orientare le politiche di sviluppo anche oltre il 2026. Sulla stessa linea il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione Tommaso Foti, che ha definito “eloquenti” i numeri del Piano: 416 obiettivi raggiunti, 166 miliardi di euro assicurati, oltre 655 mila progetti finanziati, più di 541 mila interventi già conclusi e circa 100 mila in corso di realizzazione. Con la penultima rata è stato inoltre raggiunto il 73% degli obiettivi complessivi, un risultato che supera ampiamente la media europea. Entrando nel merito dei cinquanta target centrati con questa tranche, emergono interventi di forte impatto sociale ed economico. Tra questi, il sostegno educativo a oltre 800 mila studenti a rischio dispersione, programmi socioeducativi rivolti a più di 44 mila minori nel Mezzogiorno e la digitalizzazione di 7,75 milioni di fascicoli giudiziari. Sul fronte sanitario, spiccano l’adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte dell’85% dei medici di base e l’ammodernamento tecnologico di 280 strutture ospedaliere. Rilevanti anche gli interventi in ambito ambientale e infrastrutturale: il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco con oltre 3.800 veicoli ecologici e la riduzione delle perdite idriche attraverso la distrettualizzazione di 45 mila chilometri di rete. Sul versante del lavoro e della formazione, il programma GOL ha coinvolto 3 milioni di beneficiari, accompagnato dalla formazione di almeno 600 mila persone e dal potenziamento di 326 Centri per l’impiego. Non meno significativa la spinta alla digitalizzazione e alle competenze: 8.300 volontari del Servizio Civile Universale e circa 650 mila tra dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo sono stati formati in ambito digitale. Parallelamente, il sostegno al turismo ha raggiunto circa 4.000 imprese, mentre sono stati riqualificati 100 parchi e giardini storici. Tra le riforme, spicca l’adozione del piano di audit per ridurre i ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione e, in ambito giudiziario, la riduzione dell’85% dell’arretrato dei Tribunali amministrativi regionali e del Consiglio di Stato. Nel complesso, il percorso del PNRR italiano si conferma tra i più avanzati in Europa, non solo per la quantità di risorse mobilitate ma anche per l’ampiezza delle riforme e degli investimenti messi in campo. Un risultato che il governo indica come base per costruire una fase di sviluppo più solida e duratura, proiettata oltre la scadenza del Piano.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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