Scontro tra Bruxelles e Biennale di Venezia: rischio stop ai fondi UE per il padiglione russo

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ennio-bassi

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Scontro tra Bruxelles e Biennale di Venezia: rischio stop ai fondi UE per il padiglione russo

Scontro tra Bruxelles e Biennale di Venezia: rischio stop ai fondi UE per il padiglione russo

Link to La Commissione europea ha avviato una procedura per sospendere o revocare i finanziamenti alla Biennale di Venezia dopo la decisione di riaprire il padiglione russo. La misura si inserisce nel quadro delle sanzioni contro MoscaLa Commissione europea ha avviato una procedura per sospendere o revocare i finanziamenti alla Biennale di Venezia dopo la decisione di riaprire il padiglione russo. La misura si inserisce nel quadro delle sanzioni contro Mosca

La Commissione europea ha avviato formalmente una procedura che potrebbe portare alla sospensione o alla revoca dei finanziamenti destinati alla Biennale di Venezia, una delle principali manifestazioni internazionali dedicate all’arte contemporanea, la cui prossima edizione è prevista dal 9 maggio.

Al centro della controversia c’è la decisione della Fondazione Biennale di consentire la riapertura del padiglione russo, chiuso dal 2022 in seguito all’invasione dell’Ucraina. Una scelta che ha suscitato forti reazioni a livello europeo: diversi Stati membri avevano già espresso la propria contrarietà attraverso una lettera congiunta, segnalando il rischio di una violazione del quadro sanzionatorio adottato contro Mosca.

Secondo quanto emerso, la Commissione ha comunicato le proprie intenzioni con una lettera indirizzata al presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Nel documento si sottolinea come la partecipazione russa, sostenuta finanziariamente dal governo di Mosca, potrebbe configurarsi in contrasto con le misure restrittive dell’Unione Europea. Bruxelles teme inoltre che la riapertura del padiglione possa essere utilizzata dalla Russia come strumento di legittimazione sul piano internazionale.

La Biennale dispone ora di trenta giorni per rivedere la propria posizione o fornire chiarimenti in grado di convincere la Commissione a non procedere con il taglio dei fondi. In gioco ci sono circa 2 milioni di euro previsti per il periodo 2025-2028.

Sul piano nazionale, il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha espresso perplessità sulla scelta, ribadendo tuttavia l’autonomia decisionale della Fondazione. L’Italia, a differenza di altri paesi europei, non aveva aderito alla lettera di protesta.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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