Scuola: finite le graduatorie, caccia al supplente con annunci online

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Annachiara Mottola Di Amato
Scuola: finite le graduatorie, caccia al supplente con annunci online

Link to Da quest'anno saranno le scuole a pubblicare con modalità previste dai diversi uffici scolastici gli annunci con i «buchi» e a raccogliere le disponibilità degli aspiranti supplenti. Il nuovo sistema si chiama «Interpello» e va a sostituire il sistema delle Mad, messe a disposizioneDa quest'anno saranno le scuole a pubblicare con modalità previste dai diversi uffici scolastici gli annunci con i «buchi» e a raccogliere le disponibilità degli aspiranti supplenti. Il nuovo sistema si chiama «Interpello» e va a sostituire il sistema delle Mad, messe a disposizione

Si parte con gli interpelli dei docenti. Le scuole, così come previsto dall’ordinanza n.88 dello scorso maggio, pubblicano gli avvisi dopo che risultano esaurite le GPS, si scorrono le graduatorie di istituto e non si trovano aspiranti nelle materie scientifiche, ma anche per le maestre e per italiano. In molte province è dunque già partita la caccia al supplente: con il nuovo sistema che si chiama «Interpello»- e che va a sostituire il sistema delle Mad, le messe a disposizione- da quest'anno saranno le scuole a pubblicare con modalità previste dai diversi uffici scolastici, ma sostanzialmente online, gli annunci con i «buchi» e a raccogliere le disponibilità degli aspiranti supplenti. Chi potrà rispondere all'annuncio? Insegnanti abilitati, ma anche neo-laureati o addirittura studenti, a quel punto saranno poi le scuole, valutando con criteri che orientano la scelta verso chi ha più titoli e poi più esperienza (meglio nella medesima scuola), ad arruolare i supplenti. Dappertutto si cercano prof e maestri, sono oltre trenta le province che hanno aperto le procedure per gli interpelli: si va da Torino e Novara in Piemonte a Milano, Monza, Bergamo, Pavia e Mantova in Lombardia, poi Bologna, Genova e La Spezia, Livorno, Siena e Prato, Vicenza, Venezia e Padova. E anche al Sud, da Catanzaro a Ragusa, le graduatorie cominciano a svuotarsi.

CONCORSI BLOCCATI E L'IMPEGNO DI 7OMILA NUOVE ASSUNZIONI ENTRO IL 2026

A complicare il quadro quest'anno ci si mettono anche gli impegni assunti dal governo con l'Europa nell'ambito del Pnrr. In particolare, ai tempi del governo Draghi, l'Italia si era impegnata a svolgere una serie di concorsi che dovevano servire a mandare in ruolo circa 70 mila nuovi maestri e professori entro la fine di quest'anno. Ma, visti gli enormi ritardi della burocrazia, il governo Meloni è riuscito a spuntare una nuova scadenza: fine 2026, fermo restando l'obbligo di assunzione tramite concorso. Il problema è che di concorso finora se ne è svolto solo uno, che oltretutto si è trascinato molto più a lungo del previsto. Il motivo è che quasi tutti sono stati promossi allo scritto, ingolfando in questo modo le commissioni d'esame per gli orali. Così, sommando ritardo a ritardo, quando a settembre è suonata la prima campanella, le graduatorie del concorso da cui si doveva pescare la prima tranche di vincitori non erano ancora pronte. Allo stesso tempo però, per tamponare la situazione non si potevano nemmeno chiamare dei supplenti temporanei per coprire i posti «sospesi». Oltre il danno, la beffa. In questo modo, non potendo riempire le caselle vuote fino alla pubblicazione dei nomi dei vincitori del concorso, molte scuole sono state costrette a tagliare l'orario. Una scelta estrema che ha prodotto effetti devastanti soprattutto alle elementari, dove non si è riusciti a far partire il tempo pieno. Le ripercussioni di questa sequela di errori si è riversata anche sulle famiglie, che in alcuni casi si sono organizzate da sole autotassandosi per pagare degli educatori che tenessero i loro figli a scuola fino alle 4 e mezza, come è successo per esempio alla scuola primaria Gino Capponi di Milano.

GLI IDONEI AL CONCORSO DEL 2020 TAGLIATI FUORI

Oltre a questo, a rendere impossibile la vita a presidi, genitori e soprattutto a studenti e studentesse è il fatto che quest'estate il Mef aveva autorizzato circa 45 mila nuove assunzioni per quest'anno, ma quasi la metà dei posti (poco meno di 20 mila) sono stati «accantonati» in attesa dei nuovi concorsi previsti dal Pnrr che dovrebbero essere banditi entro novembre e dunque svolgersi nel 2025. Gli idonei al concorso del 2020 in questo modo sono stati tagliati fuori. In che modo? Di solito le graduatorie dei concorsi hanno una durata di un paio d'anni e poi chi è fuori, resta fuori. Nel caso invece degli idonei del concorso del 2020, il governo ha deciso ormai più di un anno fa di rendere le graduatorie a esaurimento, trasformandole di fatto in elenchi da cui pescare i nuovi assunti fino all'ultimo nome presente in lista. Peccato però che la precedenza vada comunque data ai vincitori dei concorsi Pnrr. Così gli idonei, quei docenti che all'epoca del concorso avevano superato le varie prove ma non avevano ottenuto un punteggio sufficiente per salire in cattedra, per ora devono accontentarsi di fare i supplenti. La vicenda ha generato un'ondata di proteste oltre al fatto che i ragazzi, che avrebbero avuto diritto a degli insegnanti di ruolo, per garantire la continuità dell'insegnamento, dovranno vedere la solita girandola dei prof.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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