Link to Le istituzioni democratiche e gli attori politici sembrano in difficoltà nel mantenere il loro ruolo centrale. I partiti, spesso descritti come ormai “partiti” nel senso di assenti, e lo Stato stesso, che scivola nel passato, necessitano di un profondo rinnovamento per evitare una crisi irreversibileLe istituzioni democratiche e gli attori politici sembrano in difficoltà nel mantenere il loro ruolo centrale. I partiti, spesso descritti come ormai “partiti” nel senso di assenti, e lo Stato stesso, che scivola nel passato, necessitano di un profondo rinnovamento per evitare una crisi irreversibile
Link to Gli effetti della globalizzazione e delle crisi internazionaliGli effetti della globalizzazione e delle crisi internazionali
La globalizzazione, come spiegato dal sociologo Anthony Giddens, ha reso immediata l’interconnessione tra eventi lontani e la vita quotidiana delle persone. Negli ultimi anni, l’impatto del Covid-19 ha lasciato spazio a nuove preoccupazioni, legate alla “stagione delle guerre”. Conflitti come l’invasione russa in Ucraina e la crisi in Medio Oriente, specialmente tra Israele e Palestina, generano insicurezza e accentuano il senso di vulnerabilità degli italiani.Questa instabilità globale si traduce in una percezione di ostilità e rischio, con ripercussioni evidenti sull’opinione pubblica. Se durante la pandemia le istituzioni avevano guadagnato fiducia grazie alla loro capacità di risposta e protezione, oggi il contesto internazionale sembra superare le possibilità di intervento delle autorità nazionali, alimentando il distacco dei cittadini.
Link to Un calo generalizzato della fiducia nello StatoUn calo generalizzato della fiducia nello Stato
La fiducia nelle principali figure e istituzioni del Paese sta diminuendo. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e Papa Francesco, due tra le autorità più rispettate, hanno visto calare il loro consenso di 6 punti percentuali rispetto alle precedenti rilevazioni, pur mantenendo un livello complessivamente elevato. Anche i governi locali, in particolare le Regioni, registrano una riduzione di fiducia.Il fenomeno più preoccupante è però il crescente distacco dalla democrazia stessa. Il 21% degli italiani ritiene che, in alcune circostanze, un regime autoritario possa essere preferibile alla democrazia, mentre un ulteriore 11% non distingue tra i due sistemi. Questo raffreddamento del “clima democratico” si manifesta anche nell’aumento dell’astensione elettorale, che supera ormai la partecipazione alle urne in molte occasioni, sia a livello europeo che regionale.
Link to La crisi della rappresentanza e il rischio di delegittimazioneLa crisi della rappresentanza e il rischio di delegittimazione
L’astensione è percepita da molti cittadini come un comportamento che peggiora la qualità della democrazia e della rappresentanza politica. Questo sentimento di disaffezione mina la legittimità delle istituzioni, alimentando un “ri-sentimento” verso lo Stato e i partiti, percepiti sempre più come distanti e inefficaci. L’idea di una “democrazia del Capo”, che durante la pandemia sembrava offrire un modello di leadership efficace, rischia ora di apparire autoritaria e inadatta a rispondere alle esigenze della collettività.Link to Un futuro incerto per lo Stato e i partitiUn futuro incerto per lo Stato e i partiti
Le istituzioni democratiche e gli attori politici sembrano in difficoltà nel mantenere il loro ruolo centrale. I partiti, spesso descritti come ormai “partiti” nel senso di assenti, e lo Stato stesso, che scivola nel passato, necessitano di un profondo rinnovamento per evitare una crisi irreversibile. Il rischio, evidenziato dall’indagine, è che il sentimento civico si trasformi in un disinteresse diffuso, compromettendo ulteriormente la coesione sociale e la capacità del sistema pubblico di affrontare le sfide del presente e del futuro.(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati