Terremoto in Campidoglio a Roma: si dimette l'assessore alla Cultura Miguel Gotor. Gualtieri rimpasta, cooptando Smeriglio

di

Carlo Longo
Terremoto in Campidoglio a Roma: si dimette l'assessore alla Cultura Miguel Gotor. Gualtieri rimpasta, cooptando Smeriglio

Link to Il Sindaco Gualtieri perde uno dei suoi pezzi migliori che sostituisce con Massimiliano Smeriglio. Tutte le motivazioni delle dimissioni in un lungo messaggio sui Social: "motivi personali, torno a studio e famiglia"Il Sindaco Gualtieri perde uno dei suoi pezzi migliori che sostituisce con Massimiliano Smeriglio. Tutte le motivazioni delle dimissioni in un lungo messaggio sui Social: "motivi personali, torno a studio e famiglia"

[caption id="attachment_57597" align="aligncenter" width="225"] Miguel Gotor[/caption]

di Carlo Longo

La ragione professionale, ha dunque aggiunto Gotor "è più semplice ma non meno stringente: quando il Sindaco nell'ottobre 2021 mi ha offerto, inaspettatamente, questo prestigioso incarico, avevo ripreso i miei studi e il mio lavoro all'università dopo cinque anni di intensa attività politica e parlamentare dal 2013 al 2018. Ero consapevole che se lo avessi accettato ciò avrebbe significato un radicale cambiamento della mia vita, come di fatto è avvenuto. Essendo nato e cresciuto a Roma, avendo due figlie nate e cresciute a Roma, essendo Roma la città che nel 1959 accolse a braccia aperte mio padre emigrato dalla Spagna, se avessi rifiutato questo impegno mi sarei sentito un disertore".
Ed ecco il tema della gratitudine nei confronti del Sindaco. "C'era un sentimento di riconoscenza e di amore per la mia città che sentivo il dovere di contraccambiare e una stima personale - si legge nel post di Gotor - nei riguardi di Roberto Gualtieri che conoscevo da tanti anni anche per comuni interessi di studio. Ma per farlo ho dovuto venire meno, all'improvviso, ad altri obblighi professionali che avevo preso sia a livello editoriale sia con l'università, dove sono entrato in aspettativa soltanto tre mesi dopo essermi trasferito dalla sede di Torino a quella di Roma Tor Vergata. Insomma, questi impegni, dopo tre anni, bussano alla porta e richiedono un'assunzione di responsabilità da parte mia perché sento l'esigenza diriprendere il mio percorso di professore e di studioso, partendo dall'atto di umiltà che nessuno è indispensabile nè insostituibile. Fare l'Assessore alla Cultura di Roma non è un lavoro solitario, ma un impegno collettivo e desidero ringraziare di tutto cuore le persone che ho sentito vicino in questi tre anni perché senza di loro non sarei riuscito a farlo".
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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