Link to L’industriale presidente della Amico&Co, azienda leader nel settore della riparazione e ristrutturazione di superyacht, che è anch’egli indagato per corruzioneL’industriale presidente della Amico&Co, azienda leader nel settore della riparazione e ristrutturazione di superyacht, che è anch’egli indagato per corruzione
Giovanni Toti, ex presidente della Regione Liguria, parlando al Corriere della Sera ha definito la sua vicenda giudiziaria come una sorta di “discesa dal Golgota”, facendo un paragone con il martirio di Cristo. Tuttavia, questo percorso non è ancora concluso. Infatti, nel patteggiamento per corruzione già concordato con la procura, potrebbe aggiungersi una nuova accusa, riguardante un industriale che si è sempre dichiarato sostenitore di Toti.
La presunta tangente di 90.000 euro
L’accusa si concentra su una presunta tangente di 90.000 euro che Toti avrebbe ricevuto tramite una serie di finanziamenti al suo movimento politico. L’industriale coinvolto è Alberto Amico, presidente della Amico&Co, azienda leader nel settore della riparazione e ristrutturazione di superyacht, che è anch’egli indagato per corruzione. L’inchiesta ha portato alla luce nuovi dettagli grazie a una recente informativa della Guardia di Finanza.
L’incontro con Matteo Cozzani
I rapporti tra Amico e il team di Toti iniziarono nel maggio 2021, quando l’imprenditore incontrò Matteo Cozzani, all’epoca capo di gabinetto di Toti, e oggi anch’egli indagato. Durante questo incontro, Amico dichiarò il suo sostegno a Toti e spiegò di essere interessato a ottenere un sostegno per il rilascio di una concessione per la realizzazione e gestione di un grosso bacino di carenaggio.
I finanziamenti e la concessione
Poco dopo l’incontro, Cozzani rassicurò Amico che i suoi interessi sarebbero stati presi in considerazione. Successivamente, la Guardia di Finanza ha monitorato i versamenti di finanziamenti alla lista politica di Toti, in concomitanza con la pubblicazione di un articolo su Bizjournal che annunciava l’assegnazione di alcuni capannoni ad Amico.
Amico e il progetto del bacino di carenaggio
Da diversi anni, la società Amico è alla ricerca di un bacino di carenaggio per incrementare le proprie attività di refitting per maxi yacht. L’azienda partecipò anche alla gara per la privatizzazione dell’Ente Bacini, una procedura che ha subito ritardi a causa di ricorsi al TAR e altre complicazioni. Alla fine, l’Autorità Portuale ha deciso di non proseguire con la privatizzazione, mantenendo il controllo dell’ente.
Il project financing e la richiesta di concessione
A inizio 2024, Amico ha presentato un project financing per la costruzione di un nuovo bacino di carenaggio, con un finanziamento pubblico di circa 20 milioni di euro e un impegno da parte della società di 40 milioni. Tuttavia, non è chiaro che fine abbia fatto questa richiesta. Nel frattempo, a giugno 2024, in piena indagine sull’ex presidente Toti, Amico ha depositato una nuova richiesta di concessione per l’Ente Bacini, ente che aveva precedentemente richiesto una proroga del suo affidamento fino al 2029.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
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