Trump punta al Nobel per la Pace, ma le sue possibilità restano basse

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Trump punta al Nobel per la Pace, ma le sue possibilità restano basse

Trump punta al Nobel per la Pace, ma le sue possibilità restano basse

Link to Il presidente americano in carica rivendica il merito di aver mediato in vari conflitti globali e critica il comitato norvegese. Ma tra i favoriti per il premio figurano Francesca Albanese, Julia Navalnaya e Michelangelo PistolettoIl presidente americano in carica rivendica il merito di aver mediato in vari conflitti globali e critica il comitato norvegese. Ma tra i favoriti per il premio figurano Francesca Albanese, Julia Navalnaya e Michelangelo Pistoletto

È la settimana dei Premi Nobel, quella in cui l’attenzione del mondo si concentra non solo sulla scienza e sulla letteratura, ma anche sul riconoscimento più politico e simbolico: il Premio Nobel per la Pace, che sarà annunciato venerdì da Oslo.

In un contesto internazionale segnato da guerre ancora in corso — dal conflitto tra Russia e Ucraina alla crisi tra Israele e Hamas — l’assegnazione del premio assume quest’anno una valenza particolarmente delicata.

Tra oltre 330 candidature presentate al comitato norvegese, spicca quella del presidente americano in carica, Donald Trump, che non ha mai nascosto la sua ambizione di ricevere il prestigioso riconoscimento. Il suo nome è stato formalmente proposto da alcuni governi, tra cui quello israeliano e quello pakistano, che ne lodano il ruolo nella mediazione diplomatica e nella liberazione degli ostaggi israeliani catturati il 7 ottobre 2023 da Hamas.

In particolare, il Forum delle Famiglie degli Ostaggi israeliani ha chiesto al comitato di premiare Trump per il suo “impegno incrollabile e la sua straordinaria leadership”. Tuttavia, queste iniziative diplomatiche sono avvenute dopo la scadenza ufficiale per le candidature del Nobel 2025, fissata al 31 gennaio.

Trump si è definito più volte “il presidente della pace”, rivendicando di aver messo fine a numerosi conflitti globali nel corso del suo secondo mandato:

“Ho fermato guerre in Medio Oriente, tra India e Pakistan, in Asia… ma non mi daranno mai il Nobel. Lo daranno a qualcuno che ha scritto un libro”,
ha dichiarato martedì scorso in un discorso ai vertici militari a Quantico, definendo le scelte del comitato “un insulto”.

Già durante il suo primo mandato, il tycoon era stato candidato al Nobel, senza successo. Ora, da presidente in carica, insiste nel dire che il premio dovrebbe essergli assegnato “quattro o cinque volte”, aggiungendo:

“Non cerco riconoscimenti. Voglio solo salvare vite umane.”

I veri favoriti:

Nonostante le sue ambizioni, le probabilità che il comitato assegni il Nobel per la Pace a Trump restano basse, secondo gli analisti. Il comitato tende a premiare non solo leader politici, ma anche figure e organizzazioni che si sono distinte per un impegno costante, indipendente e duraturo a favore della pace, dei diritti umani e del disarmo.

Tra i candidati con maggiori chance quest’anno troviamo:

  • Julia Navalnaya, vedova dell’oppositore russo Alexei Navalny, simbolo della resistenza pacifica contro il regime di Putin;

  • Francesca Albanese, giurista italiana e relatrice speciale dell’ONU sui diritti umani nei Territori palestinesi occupati, al centro del dibattito internazionale;

  • Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, per il suo ruolo nella diplomazia multilaterale;

  • Michelangelo Pistoletto, artista e teorico italiano, candidato per il suo lavoro sull’arte come strumento di dialogo e trasformazione sociale.

Come funziona il Nobel per la Pace

Il premio viene assegnato dal Comitato Nobel norvegese, formato da cinque membri nominati dal Parlamento di Oslo. Le candidature devono essere presentate entro il 31 gennaio da soggetti qualificati (come parlamentari, professori universitari, premiati precedenti). I nomi dei candidati, come da regolamento, restano segreti per 50 anni.

Sebbene anche altri presidenti americani lo abbiano ricevuto — da Theodore Roosevelt a Barack Obama, premiato nel 2009 per “gli sforzi straordinari nella diplomazia internazionale” — Trump appare oggi una figura troppo divisiva per un riconoscimento così simbolico.

Il comitato, infatti, ha dichiarato più volte di voler premiare azioni sostenibili e inclusive, in grado di rafforzare la fratellanza tra i popoli e il ruolo delle istituzioni internazionali. In questo senso, gli sforzi isolati o legati a dinamiche geopolitiche di parte rischiano di non essere considerati sufficienti.

Il verdetto è atteso per venerdì. Ma al di là del vincitore, il Nobel per la Pace 2025 rifletterà inevitabilmente il clima politico e morale di un mondo sempre più lacerato, in cui la pace resta un obiettivo lontano, ma imprescindibile.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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