Trump vuole inviare un gruppo di migranti in Libia

di

Annachiara Mottola Di Amato
Trump vuole inviare un gruppo di migranti in Libia

Link to La decisione sarebbe parte della strategia tesa a dissuadere i migranti ad entrare irregolarmente negli Stati UnitiLa decisione sarebbe parte della strategia tesa a dissuadere i migranti ad entrare irregolarmente negli Stati Uniti

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L'amministrazione Trump ha pronto un aereo militare per deportare un gruppo di migranti in Libia. A rivelarlo è il New York Times, citando fonti che non precisano però la nazionalità degli espulsi. Il Nyt afferma che l'aereo potrebbe partire già oggi. Il giornale definisce inoltre "sorprendente" la decisione di deportare migranti in un Paese devastato da quasi 15 anni di guerra civile, dove le organizzazioni umanitarie da anni denunciano le condizioni "orribili" dei centri di detenzione per le persone migranti.

La strategia di The Donald

Si tratta di una mossa che rientrerebbe nella strategia dell’amministrazione Trump volta a dissuadere i migranti ad entrare irregolarmente negli Stati Uniti. Un passo che invia un forte messaggio riguardo alla possibilità che vengano deportati in Paesi dove dovranno fronteggiare trattamenti contrari ai diritti umani.

I precedenti

Una strategia che è stata avviata già nelle scorse settimane con l'invio di centinaia di migranti venezuelani e salvadoregni, considerati 'nemici stranieri' in quanto accusati di essere membri di gang classificate come organizzazioni terroristiche, nella famigerata prigione Cecot in Salvador, al centro di accuse di violazioni dei diritti umani.

Negli Usa la Libia è un Paese "sconsigliato" per i viaggi

Il piano di deportare migranti in Libia, però, se confermato e veramente attuato, porterebbe agli estremi questa politica. Il dipartimento di Stato, infatti, sconsiglia i viaggi in Libia "a causa di criminalità, terrorismo, mine terrestri inesplose, sommosse, rapimenti e conflitto armato". E nel rapporto sui diritti umani dello scorso anno, lo stesso dipartimento denunciava che i migranti nei centri di detenzione, compresi bambini, sono esposti ad un trattamento "durissimo che mette a rischio la loro vita", senza alcun accesso "ad un giusto processo".

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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