Link to Tre morti nella regione di Sumy e gravi danni a infrastrutture civili a Odessa. L’Ucraina rivendica un attacco a un impianto strategico della Lukoil nella regione russa di VolgogradTre morti nella regione di Sumy e gravi danni a infrastrutture civili a Odessa. L’Ucraina rivendica un attacco a un impianto strategico della Lukoil nella regione russa di Volgograd
La notte tra l’8 e il 9 ottobre ha registrato una nuova escalation nel conflitto tra Russia e Ucraina, con attacchi intensi da entrambe le parti. Mentre Mosca ha colpito con droni e bombe guidate diverse aree ucraine, causando vittime e danni significativi, Kiev ha rivendicato un attacco mirato a un impianto strategico del colosso energetico Lukoil, nel sud della Russia.
Secondo fonti ufficiali ucraine, almeno tre persone sono morte e due sono rimaste ferite nella regione di Sumy, nel nord-est del Paese, a seguito di quello che il governatore Oleh Hryhorov ha definito un attacco “massiccio” con droni e ordigni guidati. Una delle offensive più gravi delle ultime settimane sul fronte settentrionale.
Nel sud, nella regione di Odessa, 87 droni russi sono stati abbattuti dalle forze di difesa aerea ucraine su un totale di 112 lanciati, secondo quanto riportato da Ukrinform. Tuttavia, 22 droni sono riusciti a colpire, danneggiando 12 località e causando cinque feriti. Le esplosioni hanno innescato vastissimi incendi, che hanno coinvolto due edifici residenziali, una stazione di servizio e un’infrastruttura portuale, con la distruzione di container contenenti olio vegetale e pellet di legno. L’erogazione dell’elettricità è stata interrotta per oltre 30.000 abitanti.
In risposta, le forze ucraine hanno condotto un attacco con droni contro l’impianto di lavorazione del gas Lukoil-Korobkivskyi, situato nella città di Kotove, nella regione di Volgograd, a oltre 600 km dai confini ucraini. Il direttore del Centro ucraino per la lotta alla disinformazione, Andrii Kovalenko, ha dichiarato su Telegram che la struttura colpita è “fondamentale per l’approvvigionamento energetico interno russo e per l’export”, producendo gas liquefatto e materie prime per l’industria chimica.
Secondo fonti locali russe, un vasto incendio sarebbe effettivamente divampato nell’impianto, confermando l’impatto dell’attacco ucraino. L’infrastruttura, entrata in funzione nel 1966, è una delle più grandi nel suo genere nel sud della Russia.
Nel consueto videomessaggio serale, il presidente Volodymyr Zelensky ha risposto alle recenti dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin, che aveva affermato che Mosca mantiene l’iniziativa strategica su tutti i fronti. Zelensky ha invece parlato di “gravi perdite inflitte al nemico” nella regione di Donetsk, epicentro della guerra da oltre tre anni e mezzo. Ha anche definito “difficili” ma “efficaci” le operazioni in corso nella zona di Novopavlivka, nel settore meridionale di Zaporizhzhia.
Il quadro che emerge è quello di un conflitto sempre più esteso e profondo, dove il fronte si sposta quotidianamente dai villaggi del Donbass alle infrastrutture energetiche dell'intero continente eurasiatico.
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