Usa. Un flop il "reality" del presidente al Congresso

Usa. Un flop il "reality" del presidente al Congresso

Link to I sondaggi non lo premiano e raccontano un’altra storia: solo il 39% degli americani approva l’operato del presidente, mentre il 60% lo giudica negativamenteI sondaggi non lo premiano e raccontano un’altra storia: solo il 39% degli americani approva l’operato del presidente, mentre il 60% lo giudica negativamente

A poche ore di distanza dalla prima serata del Festival di Sanremo, con la sua musica, i ricordi televisivi e i momenti di autentica emozione collettiva, dall’altra parte del mondo ha avuto inizio un altro grande e imperdibile show: Donald Trump si è presentato davanti al Congresso per il suo discorso sullo Stato dell’Unione. Due eventi apparentemente distanti, separati da oceani e finalità, eppure entrambi costruiti con la stessa ossessione per il pubblico. Ma se Sanremo è riuscito a rimanere anche in questa edizione espressione autentica della cultura pop italiana, la performance presidenziale americana si è rivelata una squallida farsa costruita per manipolare l’elettorato con applausi preconfezionati e momenti teatrali, in cui la politica vera è stata sacrificata sull’altare della spettacolarizzazione e della narrazione autocelebrativa.

Trump ha parlato per quasi due ore -conquistandosi il record di presidente più logorroico della storia-   alternando annunci politici a momenti studiati per ottenere applausi, standing ovation e copertura mediatica. Dai veterani premiati agli atleti olimpici fatti sfilare davanti alle telecamere, ogni gesto è stato orchestrato secondo un copione ad hoc, scandito da annunci e  slogan. Trump si è attribuito meriti straordinari: ha dichiarato di aver posto fine a otto conflitti, ridotto inflazione e prezzi del carburante, sostenuto i mercati finanziari e imposto dazi “a tutela” dell’economia nazionale, oltre a dichiarare guerra all’immigrazione clandestina. Ha minacciato l’Iran, definito “sponsor numero uno del terrorismo”, e ha presentato il Venezuela come un alleato strategico, senza ricordare il sequestro illegittimo del suo presidente da parte delle forze speciali statunitensi, rivendicando l’acquisizione di oltre 80 milioni di barili di petrolio dal Paese sudamericano. Ha promesso rinnovamento morale e religioso, ricordando il martirio di dell’influencer Charlie Kirk. E infine si è vantato del contratto milionario firmato dalla moglie per un film sulla sua vita prodotto da Jeff Bezos, titolo "Melania".

Trump ha creduto di poter trasformare il tempio della politica americana in una sorta di palcoscenico, di poter pilotare le emozioni dell’elettorato. Eppure, i sondaggi non lo premiano e raccontano un’altra storia: solo il 39% degli americani approva l’operato del presidente, mentre il 60% lo giudica negativamente, con metà degli intervistati che esprime un’opinione fortemente sfavorevole. Lo show presidenziale dimostra così i limiti della politica spettacolo: brillante nell’apparire, potente nel pilotare l’attenzione mediatica, ma fragile nella legittimazione democratica.

https://associatedmedias.com/our-country-is-back-trump-trasforma-il-discorso-sullo-stato-dellunione-in-uno-show-politico-da-record/

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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