Al via domani vertice Nato ad Ankara. L'Italia conferma aumento progressivo delle spese per la difesa

di

Velia Iacovino

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che l’Italia si presenta al vertice “avendo fatto un pezzo del percorso” concordato con la Nato, sottolineando la natura graduale dell’adeguamento.

Al via domani vertice Nato ad Ankara.  L'Italia conferma aumento progressivo delle spese per la difesa

Vertice Nato e spese militari: Italia verso il 2,8% del Pil, percorso graduale fino al 2035

In vista del vertice Nato di Ankara di martedì e mercoledì, il governo italiano conferma la linea dell’aumento progressivo delle spese per la difesa, all’interno dell’impegno assunto con l’Alleanza Atlantica. La premier Giorgia Meloni si presenterà al summit con una spesa militare già attestata al 2,8% del Pil, in crescita rispetto agli anni precedenti, e ribadirà la traiettoria di riallineamento agli obiettivi Nato.

L’obiettivo del 5% e la strategia italiana

Il target fissato in sede Nato prevede un incremento fino al 5% del Pil entro il 2035, un traguardo considerato ancora lontano ma vincolante sul piano politico. L’Italia ha scelto una strategia graduale, basata su aumenti progressivi e su una ridefinizione delle voci di spesa, includendo anche componenti legate alla sicurezza interna nell’ambito dell’approccio “multidominio”. A quanto si apprende, secondo le ipotesi circolate nell’esecutivo, il percorso potrebbe prevedere un aumento dello 0,3% nel 2027 e dello 0,6% nel 2028, per un impatto complessivo stimato tra i 17 e i 18 miliardi di euro nel medio periodo. Si tratta tuttavia di scenari ancora in fase di valutazione, con margini di flessibilità legati all’andamento dei conti pubblici.

Le variabili politiche ed economiche

Il dossier difesa si intreccia con una fase politica delicata, segnata da una crescente attenzione alla campagna elettorale e dalla sensibilità dell’opinione pubblica rispetto all’aumento della spesa militare. All’interno della maggioranza, il tema viene gestito con cautela, anche per evitare frizioni interne. In questo quadro, il governo ha scelto di non attivare per il 2026 alcuni strumenti finanziari previsti a livello europeo, come i prestiti Safe, e ha congelato ulteriori valutazioni sul programma Purl per l’acquisto di armamenti destinati all’Ucraina, oltre a non prevedere nuovi pacchetti di aiuti militari nel breve periodo.

Il vertice di Ankara

Il summit Nato in Turchia sarà particolarmente compatto: la presidenza turca ha ridotto il programma a una cena dei leader e a una sessione plenaria. L’obiettivo è limitare le tensioni politiche e rendere più controllata la gestione dei lavori, anche in relazione ai possibili interventi del presidente americano. Sul fronte bilaterale, al momento non è previsto un incontro ufficiale tra Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, anche se non si escludono contatti informali a margine dei lavori.

La posizione del governo italiano

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che l’Italia si presenta al vertice “avendo fatto un pezzo del percorso” concordato con la Nato, sottolineando la natura graduale dell’adeguamento. Secondo Crosetto, il traguardo del 5% va interpretato come obiettivo di lungo periodo, con possibile orizzonte al 2035, e non come vincolo immediato.In questo contesto, il governo insiste sulla distinzione tra spesa militare in senso stretto e investimenti per la sicurezza nazionale, considerati parte integrante della strategia di difesa contemporanea.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

Breaking News

"Stiamo lavorando al nuovo sito web, ci scusiamo per qualche disagio eventuale per le prossime ore"