Trump celebra i 250 anni degli Stati Uniti: "L'America è entrata nella sua età dell'oro"

di

Ennio Bassi

Nel discorso pronunciato al National Mall per il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza, Donald Trump ha rivendicato i risultati della sua amministrazione, affrontando temi di politica estera, immigrazione, sicurezza ed elezioni

Trump celebra i 250 anni degli Stati Uniti: "L'America è entrata nella sua età dell'oro"

Una celebrazione dal forte valore simbolico e politico ha segnato il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti. Dal palco del National Mall, il presidente Donald Trump ha tenuto un intervento di circa 35 minuti nel quale ha descritto un Paese in piena ripresa, definendo l'attuale fase come "l'alba dell'età dell'oro dell'America".

Nel corso del discorso il presidente ha sostenuto che gli Stati Uniti siano oggi "più forti, più sicuri e più prosperi che mai", attribuendo alla propria amministrazione i successi ottenuti sia sul fronte interno sia in politica estera. Tra i passaggi più discussi, Trump ha affermato che Washington avrebbe "annientato" Iran e Venezuela, parole pronunciate nel contesto di un intervento incentrato sul rafforzamento del ruolo internazionale degli Stati Uniti.

Il presidente ha inoltre rilanciato la necessità di approvare il Save America Act, proposta che prevede l'obbligo di dimostrare la cittadinanza per poter votare, insieme a nuove limitazioni sul voto per corrispondenza, che resterebbe consentito solo in casi specifici come malattia, disabilità, servizio militare o permanenza all'estero.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi identitari. Trump ha ribadito il proprio sostegno al Secondo Emendamento della Costituzione, difendendo il diritto al possesso di armi e ricevendo l'applauso dei sostenitori presenti. Nel corso dell'intervento ha inoltre escluso qualsiasi apertura a modelli politici di ispirazione comunista, affermando che gli Stati Uniti "non diventeranno mai un Paese comunista".

Non è mancato un passaggio ironico sul tema del mandato presidenziale. Ricordando i risultati ottenuti durante la sua esperienza alla Casa Bianca, Trump ha scherzato parlando di un "terzo mandato", precisando subito dopo di non voler alimentare polemiche.

Prima del discorso, il presidente ha accolto gli astronauti della missione Artemis II, sottolineando le ambizioni americane nell'esplorazione spaziale e indicando Marte come uno dei prossimi grandi obiettivi del programma nazionale.

Le celebrazioni si sono concluse con l'esecuzione dell'inno nazionale e uno spettacolo pirotecnico senza precedenti: circa 850.000 fuochi d'artificio hanno illuminato il cielo di Washington per quaranta minuti.

Parallelamente ai festeggiamenti, non sono però mancate tensioni. Nell'area di Los Angeles diverse comunità hanno annullato o rinviato le tradizionali parate del 4 luglio a causa delle preoccupazioni legate ai controlli sull'immigrazione e ai raid delle autorità federali. Gli organizzatori hanno riferito che molti residenti hanno preferito evitare gli eventi pubblici per timore di possibili interventi delle forze dell'ordine.

Sul fronte economico, il settore della pirotecnica guarda invece con preoccupazione ai nuovi dazi sulle importazioni dalla Cina, da cui proviene la maggior parte dei fuochi d'artificio utilizzati negli Stati Uniti. Secondo l'American Pyrotechnics Association, l'impatto sulle celebrazioni del 2026 sarà limitato grazie agli acquisti effettuati in anticipo, ma il mantenimento delle attuali tariffe potrebbe creare difficoltà al comparto negli anni successivi.

A fare da contrappunto all'atmosfera celebrativa è arrivato anche un sondaggio Gallup, secondo cui il 77% degli americani ritiene che i Padri Fondatori sarebbero delusi dall'attuale situazione del Paese.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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