Link to Sul piano politico, Hamas ha reso noto di aver trasmesso al mediatore statunitense Steve Wietkoff la propria risposta alla proposta di accordo per un cessate il fuoco, respinta come inaccettabileSul piano politico, Hamas ha reso noto di aver trasmesso al mediatore statunitense Steve Wietkoff la propria risposta alla proposta di accordo per un cessate il fuoco, respinta come inaccettabile
Le forze di occupazione israeliane hanno continuato i bombardamenti su diverse aree della Striscia di Gaza. L’ennesima tragedia si è consumata nella zona di Rafah, nel sud del territorio, dove un attacco israeliano ha colpito un gruppo di giovani radunati nei pressi di un punto di distribuzione degli aiuti umanitari. Secondo quanto riferisce l’inviato di Al Jazeera, il bilancio provvisorio è di almeno 30 morti e 120 feriti.
Il punto colpito si trovava nella parte occidentale di Rafah, nei pressi di un’area dove erano stati allestiti centri per la distribuzione degli aiuti, in particolare provenienti dagli Stati Uniti. Il governo locale di Gaza ha denunciato quella che ha definito una "nuova strage contro civili inermi", lanciando un appello urgente alla comunità internazionale affinché venga istituita una commissione indipendente d’inchiesta che documenti i crimini commessi contro la popolazione palestinese.
La giornata di domenica segue un sabato altrettanto sanguinoso: il Ministero della Salute di Gaza ha registrato ieri 60 vittime a causa dei raid israeliani, mentre la Protezione civile ha riferito la distruzione di circa 60 abitazioni nelle ultime 48 ore.
Sul piano politico, Hamas ha reso noto di aver trasmesso al mediatore statunitense Steve Wietkoff la propria risposta alla proposta di accordo per un cessate il fuoco. Secondo il movimento palestinese, la risposta è in linea con un’impostazione che prevede un’interruzione duratura delle ostilità, il ritiro completo delle truppe israeliane da Gaza e la garanzia di accesso agli aiuti umanitari.
La reazione di Washington non si è fatta attendere: Wietkoff ha giudicato la risposta di Hamas "inaccettabile" e un "passo indietro", sollecitando il movimento islamico ad accettare il quadro negoziale proposto dagli Stati Uniti come base per le trattative.
Intanto, a Gaza si continua a morire. Le immagini che arrivano da Rafah – corpi senza vita tra le macerie, ambulanze sopraffatte dall’afflusso di feriti, madri in lacrime – sono un ulteriore monito della drammaticità della situazione. La comunità internazionale appare ancora divisa, mentre la popolazione civile, intrappolata tra il fuoco dei raid e la fame, paga il prezzo più alto di una guerra senza fine.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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