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La Procura: "Bolsonaro a conoscenza del piano per uccidere Lula"
In particolare, per la Procura generale brasiliana l'ex presidente era a conoscenza del piano, denominato 'Pugnale verdeoro', che prevedeva l'assassinio di Lula. La denuncia definisce l'operazione "terrificante" e il piano di attaccare le istituzioni come "sinistro". Andando più nel dettaglio dei documenti resi noti dalla Procura, la pianificazione mirava al "rovesciamento del sistema di funzionamento dei poteri e dell'ordine democratico". Per il procuratore generale della Repubblica, Paulo Gonet, "il piano è stato ideato e portato all'attenzione del presidente della Repubblica (Jair Bolsonaro), che lo ha accettato", anche di fronte al riconoscimento, da parte del ministero della Difesa, della "inesistenza di accertamenti di brogli nelle elezioni (del 2022)".
Inoltre, la procura sostiene che i membri dell'organizzazione criminale avevano "come obiettivo di 'neutralizzare' la Corte suprema" e stavano valutando l'uso di "armi da guerra contro il giudice Alexandre de Moraes", oltre alla "morte per avvelenamento" di Lula.
L'opposizione brasiliana ha fortemente criticato il rinvio a giudizio. Ad esempio, secondo il senatore Flávio Bolsonaro, figlio dell'ex presidente, la Procura "si abbassa" al giudice della Corte suprema (Stf), Alexandre de Moraes, considerato il "nemico pubblico numero uno" da Bolsonaro. "Si tratta di una palese persecuzione", ha sostenuto poi il senatore del Partito liberale, Jorge Seif. "Ci auguriamo che giustizia venga fatta e che, finalmente, vengano rispettati i principi della giustizia naturale, del procedimento accusatorio, della difesa completa e del giusto processo", ha dichiarato ancora il capogruppo dell'opposizione al Senato, Rogério Marinho. Il capogruppo dell'opposizione alla Camera, Luciano Zucco, ha aggiunto in un video che "il Codice penale è chiaro nel richiedere la prova della commissione del reato per poter parlare di tentativo. E finora non ci sono prove che l'ex presidente abbia coordinato o partecipato ad atti specifici per sovvertire l'ordine democratico".
Difesa di Bolsonaro: "In due anni di indagini nessuna prova"
Gli avvocati di Bolsonaro hanno affermato che il rinvio a giudizio è "inadeguato e incoerente", oltre a basarsi su un "unico patteggiamento", quello firmato dal tenente colonnello Mauro Cid, ex aiutante di campo dell'ex presidente. "La denuncia inadeguata arriva fino ad attribuirgli la partecipazione a piani contraddittori e basata su un unico patteggiamento, modificato più volte, da un informatore che mette in dubbio la sua stessa volontarietà. Non è un caso che abbia cambiato la sua versione innumerevoli volte per costruire una narrazione fantastica", hanno spiegato poi i legali riferendosi a Cid. In quasi due anni di indagini non è stato trovato alcun elemento che collegasse anche lontanamente Bolsonaro alla narrazione costruita nella denuncia, sottolineano ancora i difensori dell'ex presidente, e questo "nonostante la perquisizione effettuata sui suoi telefoni personali". Infine, la difesa sottolinea che Bolsonaro ha fiducia nel sistema giudiziario e, pertanto, ritiene che questa denuncia non prevarrà "a causa della sua precarietà, incoerenza e mancanza di fatti veritieri a supporto di essa dinanzi alla magistratura".
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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