Celebrati a Roma gli 80 anni della Lega Araba

di

Aisha Harrison
Celebrati a Roma gli 80 anni della Lega Araba

Link to Al centro del dibattito, i temi che uniscono le due sponde del Mediterraneo: stabilità, sviluppo, cultura, diplomazia e pace.L’Italia, ancora una volta, si è proposta come ponte naturale tra il mondo arabo e l’EuropaAl centro del dibattito, i temi che uniscono le due sponde del Mediterraneo: stabilità, sviluppo, cultura, diplomazia e pace.L’Italia, ancora una volta, si è proposta come ponte naturale tra il mondo arabo e l’Europa

Nella sala Spazio Europa della Commissione europea, nel cuore di Roma, si è celebrato l’ottantesimo anniversario della Lega degli Stati Arabi con un convegno internazionale che ha intrecciato diplomazia, cultura e memoria. Un evento dal forte valore simbolico: ottant’anni dopo la sua fondazione al Cairo nel 1945, la Lega ha scelto la capitale italiana, crocevia di popoli e religioni, per riaffermare il proprio ruolo nel dialogo con l’Europa e nel futuro del Mediterraneo.

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Organizzato dall’Associazione di Amicizia Italo-Araba, in collaborazione con la Missione diplomatica della Lega Araba in Italia, e con il patrocinio del Parlamento Europeo, della Commissione Europea e della Lega degli Stati Arabi, il convegno portava un titolo eloquente: “Ottant’anni della Lega Araba e dell’Unione Europea: memoria, risultati e prospettive”. Al centro del dibattito, i temi che uniscono le due sponde del Mediterraneo: stabilità, sviluppo, cultura, diplomazia e pace.L’Italia, ancora una volta, si è proposta come ponte naturale tra il mondo arabo e l’Europa, come ha ricordato il giornalista e fondatore dell’Associazione, Talal Khreis, nel suo saluto d’apertura: “Questo anniversario non guarda solo al passato, ma al futuro di un dialogo che è nel nostro Dna comune”.

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Un messaggio carico di significato è arrivato da Ahmed Abu al-Gheit, Segretario generale della Lega Araba. “Nonostante le crisi e le trasformazioni che hanno attraversato la nostra regione, la Lega è rimasta un punto di riferimento per i popoli arabi, un simbolo di unità e di continuità”, ha scritto, in un messaggio letto durante la cerimonia.Abu al-Gheit ha ricordato che per ottant’anni la Lega è stata “la voce unitaria del mondo arabo”, sostenendo la giustizia e la dignità dei popoli. E ha aggiunto, con un riferimento diretto all’attualità: “Oggi la questione palestinese affronta una minaccia senza precedenti, ma la Lega Araba resta una forza aggiuntiva per tutti gli arabi in un mondo dominato da grandi alleanze e blocchi regionali”.

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Tra gli interventi più applauditi, quello dell’ambasciatrice Inas Mekkawy, rappresentante della Lega Araba in Italia. "Quando fu creata nel 1945, la Lega nacque per la Palestina”, ha ricordato. “E dopo ottant’anni continua a lavorare per la Palestina. Continueremo finché ogni palestinese non potrà tornare nella propria terra”. Parole intense, che hanno attraversato la sala suscitando emozione.  Mekkawy ha poi sottolineato l’importanza del messaggio di pace che il mondo arabo vuole inviare: “Dobbiamo continuare a mandare al mondo messaggi di pace, secondo i valori dell’Islam, del cristianesimo e dell’ebraismo. Siamo una sola nazione, dal Golfo all’Oceano, e la Palestina resta nel cuore di tutti noi”.

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Per Asmahan al-Touqi, ambasciatrice dello Yemen e decana del Consiglio degli Ambasciatori arabi in Italia, la Lega Araba è “la nascita dello spirito della nazione araba, il suo passato, il suo presente e il suo futuro”.Ha parlato di un progetto che, dopo ottant’anni, mantiene intatta la sua missione: “Lavorare insieme per la stabilità, la cooperazione e il progresso della regione, scegliendo il dialogo e la pace invece del conflitto”.

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A chiudere gli interventi, il messaggio del rappresentante palestinese presso la Santa Sede, Issa Kassissieh, che ha definito la Lega Araba “lo scudo politico e diplomatico del popolo palestinese”.“Ha sostenuto la nostra resistenza contro l’occupazione e ha mantenuto viva la nostra causa nella coscienza del mondo”, ha detto. “I diritti del popolo palestinese non sono negoziabili: l’autodeterminazione, la creazione di uno Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale e il ritorno dei rifugiati restano principi irrinunciabili”. Un anniversario che dunque  guarda al futuro.

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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