Commissione Ue, i tratti del von der Leyen bis

di

Carlo Longo
Commissione Ue, i tratti del von der Leyen bis

Link to La nuova squadra si distingue per cambiamenti significativi, sia politici che strutturali, che influenzeranno il percorso dell’Unione nei prossimi anniLa nuova squadra si distingue per cambiamenti significativi, sia politici che strutturali, che influenzeranno il percorso dell’Unione nei prossimi anni

commissioneLa nuova Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen ha ottenuto l’approvazione del Parlamento e si appresta a entrare in carica. Con questo secondo mandato, un evento senza precedenti nella politica europea, la 66enne presidente si prepara a guidare l’esecutivo comunitario per altri cinque anni. La nuova squadra, tuttavia, si distingue per cambiamenti significativi, sia politici che strutturali, che influenzeranno il percorso dell’Unione nei prossimi anni.

Link to Un asse politico più spostato a destraUn asse politico più spostato a destra

Rispetto al primo mandato, la nuova Commissione segna un chiaro spostamento politico verso destra. Un esempio emblematico è rappresentato dalla nomina dell’italiano Raffaele Fitto come vicepresidente esecutivo per Coesione e Riforme. Fitto è un esponente dei Conservatori e Riformisti, un gruppo politico di destra esterno alla maggioranza tradizionale del Parlamento Europeo. Questa scelta riflette un nuovo equilibrio politico all’interno dell’Unione, con implicazioni che potrebbero condizionare le future decisioni politiche.

Link to L’addio ai grandi nomi della politica europeaL’addio ai grandi nomi della politica europea

Uno degli aspetti più evidenti della nuova Commissione è l’assenza di personalità di spicco che hanno caratterizzato il primo mandato di von der Leyen. Tra queste spiccano Frans Timmermans, promotore del Green Deal, che ha lasciato Bruxelles per candidarsi nei Paesi Bassi, e Margrethe Vestager, figura centrale nella regolamentazione delle Big Tech. Anche Thierry Breton, commissario per il Mercato interno e uomo di fiducia di Emmanuel Macron, non è più presente. L’assenza di questi leader segna un cambio di passo che riduce il peso politico e l’esperienza della nuova squadra rispetto alla precedente.

Link to Il controverso stile di leadership di von der LeyenIl controverso stile di leadership di von der Leyen

Durante il suo primo mandato, Ursula von der Leyen ha mostrato uno stile decisionale spesso solitario, che le ha valso il soprannome di "Queen Ursula" nei corridoi di Bruxelles. Questo approccio, poco incline alla collaborazione, ha sollevato critiche anche all’interno della sua squadra. La scelta di commissari meno noti nella nuova Commissione potrebbe rappresentare una strategia per consolidare il suo controllo, ma rischia di limitare il dibattito interno su questioni cruciali per il futuro dell’Europa.

Link to Teresa Ribera e il super-portafoglio del Green DealTeresa Ribera e il super-portafoglio del Green Deal

Tra le poche personalità di spicco nella nuova Commissione spicca Teresa Ribera, commissaria spagnola a cui è stato affidato un portafoglio cruciale che comprende il Green Deal, la Competitività europea e le deleghe Antitrust. La nomina di Ribera, già nota per il suo impegno nelle politiche climatiche, non è stata priva di difficoltà. Le tensioni tra i Popolari e i Socialisti hanno rischiato di bloccare la sua designazione, e Ribera si trova ora sotto stretta osservazione. I Popolari hanno richiesto un impegno formale alle dimissioni nel caso fosse ritenuta responsabile delle alluvioni che hanno colpito Valencia a novembre. Sebbene questo scenario sia improbabile, evidenzia le pressioni politiche con cui Ribera dovrà convivere.

Link to Vecchie e nuove figure chiaveVecchie e nuove figure chiave

Accanto ai nuovi ingressi, la Commissione include alcune figure storiche che hanno dimostrato grande fedeltà a von der Leyen. Maroš Šefčovič e Valdis Dombrovskis, entrambi presenti a Bruxelles dal 2009, continuano a ricoprire ruoli di rilievo rispettivamente nel Commercio e nell’Economia. Wopke Hoekstra, olandese, si occuperà del Clima, mentre Stéphane Séjourné, esponente francese, sarà impegnato nel rilancio dell’industria automobilistica europea.

Tra i nuovi volti troviamo Kaja Kallas, ex premier estone, scelta come Alta rappresentante per la Politica estera dell’Unione. Kallas porta con sé una forte opposizione all’espansionismo russo, un tema centrale per l’Europa orientale. Henna Virkunnen, finlandese, guiderà invece il delicato dossier sulla Sovranità tecnologica, che comprende investimenti nell’innovazione e nella regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Un incarico particolare è stato affidato al danese Dan Jørgensen, che si occuperà di Energia e Alloggi, due temi di grande interesse per i cittadini europei ma spesso trascurati a livello comunitario.

Link to Un mandato ricco di sfideUn mandato ricco di sfide

Ursula von der Leyen si prepara a guidare un mandato che promette di essere complesso e ricco di sfide. La transizione ecologica, la crisi industriale e le tensioni geopolitiche globali rappresentano solo alcune delle priorità che attendono l’esecutivo. La coesione interna e la capacità di affrontare un’Europa sempre più frammentata saranno determinanti per il successo della nuova Commissione.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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