Link to Queste tensioni mettono a rischio l’approvazione della nuova Commissione e indicano che Ursula von der Leyen dovrà gestire attentamente le aspettative dei diversi gruppi politici per garantire il supporto necessario a far partire la sua “squadra di governo” europeaQueste tensioni mettono a rischio l’approvazione della nuova Commissione e indicano che Ursula von der Leyen dovrà gestire attentamente le aspettative dei diversi gruppi politici per garantire il supporto necessario a far partire la sua “squadra di governo” europea
L’avvio della nuova Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen sembrava procedere senza grandi scossoni, almeno fino al 10 settembre. In questa data, la situazione si è complicata, ponendo la 65enne leader tedesca di fronte a nuovi ostacoli politici. Il primo segnale di difficoltà è arrivato con la notizia che von der Leyen non avrebbe partecipato alla conferenza dei capigruppo del Parlamento europeo, inizialmente prevista per l’11 settembre.
Secondo quanto comunicato dalla vice-portavoce del Parlamento, Delphine Colard, la presentazione della nuova Commissione e dei suoi portafogli sarebbe stata posticipata al 17 settembre a Strasburgo. Questa modifica ha sollevato domande sulla natura del rinvio: si trattava solo di questioni burocratiche o si celavano dietro il rinvio problematiche politiche più profonde? La Commissione ha cercato di minimizzare il significato della modifica, ma in poche ore le tensioni tra i partiti della “maggioranza Ursula” sono emerse chiaramente, con il gruppo Socialisti & Democratici in prima linea nelle critiche.
Link to La sfida dei Socialisti & DemocraticiLa sfida dei Socialisti & Democratici
Il momento di crisi per von der Leyen si è concretizzato subito dopo pranzo, con una dichiarazione formale del gruppo Socialisti & Democratici. In una nota stampa, il gruppo ha ribadito l’importanza di mantenere il processo dello Spitzenkandidat (la designazione dei capi di lista) e di garantire l’equilibrio di genere e un’attenzione prioritaria ai diritti sociali. I Socialisti hanno sottolineato che, senza il rispetto di queste condizioni, sarebbe stato molto difficile, se non impossibile, sostenere i Commissari proposti da von der Leyen.
Il gruppo progressista ha così lanciato un chiaro avvertimento: la loro adesione alla nuova Commissione non poteva essere data per scontata, soprattutto se non venivano affrontate alcune questioni politiche chiave. Tra queste, due punti hanno sollevato le maggiori preoccupazioni: l’esclusione del Commissario uscente Nicolas Schmit, e la possibile nomina di Raffaele Fitto come vicepresidente esecutivo della Commissione, con la responsabilità del portafoglio dell’Economia.
Link to Le critiche alla nomina di Raffaele FittoLe critiche alla nomina di Raffaele Fitto
Un elemento cruciale della disputa è la prospettiva che Raffaele Fitto, esponente di Fratelli d’Italia e membro di spicco del gruppo sovranista Ecr, possa ottenere una posizione di grande rilievo nella nuova Commissione. Secondo quanto riportato da alcuni media europei, Fitto potrebbe diventare vicepresidente esecutivo e ricevere il delicato portafoglio dell’Economia, suscitando forti reazioni tra i Socialisti.
La nomina di Fitto è vista come un segnale di apertura verso le forze politiche sovraniste, il che ha irritato il gruppo Socialisti & Democratici, che teme uno spostamento dell’equilibrio politico a favore di forze più conservatrici. Queste tensioni mettono a rischio l’approvazione della nuova Commissione e indicano che Ursula von der Leyen dovrà gestire attentamente le aspettative dei diversi gruppi politici per garantire il supporto necessario a far partire la sua “squadra di governo” europea.
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