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Trump ha ribadito con fermezza la necessità che le aziende spostino la produzione negli Stati Uniti, pena l’imposizione di significativi dazi doganali. "Chi non produce in America dovrà pagare", ha dichiarato, aggiungendo che per le imprese che opereranno sul territorio americano sarà previsto un trattamento fiscale favorevole, con un’aliquota ridotta al 15%. Questo approccio riflette il suo impegno verso una politica fortemente protezionistica, che punta a rafforzare l’economia interna, anche a costo di inasprire le tensioni commerciali con partner internazionali.Link to L'Unione Europea nel mirino di TrumpL'Unione Europea nel mirino di Trump
L’Europa è stata uno degli obiettivi principali delle critiche di Trump, che ha accusato l’Unione di trattare gli Stati Uniti in modo ingiusto, soprattutto sul piano commerciale e fiscale. "L’Ue ci ha trattato male, imponendo tasse come l'IVA e colpendo le nostre aziende tecnologiche", ha affermato, con un chiaro riferimento a colossi come Apple e Google, definiti "aziende americane, che piaccia o no". Il presidente ha anche menzionato il deficit commerciale tra gli Stati Uniti e l’Europa, promettendo di intervenire per riequilibrare i rapporti economici bilaterali.Link to Attacco al Green Deal europeoAttacco al Green Deal europeo
Trump ha poi rivolto pesanti critiche al Green Deal, definendolo "un imbroglio". Durante il Forum, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha presentato una proposta per istituire un forum globale sulla transizione ecologica, ma il presidente americano ha espresso il suo disaccordo, sottolineando l'importanza di non limitare le scelte dei consumatori, come nello stop programmato alla vendita di auto a benzina e diesel dal 2035. Trump ha inoltre attaccato il suo successore Joe Biden, accusandolo di aver mal gestito la transizione energetica e di aver "sprecato 8 mila miliardi di dollari". Ha quindi suggerito un ritorno al carbone, al gas e al petrolio, risorse abbondanti negli Stati Uniti e, a suo dire, più vantaggiose dal punto di vista economico.Link to La guerra in Ucraina e il ruolo degli Stati UnitiLa guerra in Ucraina e il ruolo degli Stati Uniti
Parlando del conflitto in Ucraina, Trump ha dichiarato che Kiev sarebbe pronta a negoziare un accordo per mettere fine alla guerra. Ha anche affermato di voler incontrare Vladimir Putin per discutere una soluzione al conflitto e ha sottolineato come un calo del prezzo del petrolio potrebbe contribuire a porre fine alle ostilità. Nel suo discorso, Trump ha ricordato di aver avviato dialoghi sulla denuclearizzazione durante il suo primo mandato, coinvolgendo sia la Russia che la Cina, e ha manifestato l'intenzione di chiedere all’Opec una riduzione dei prezzi del petrolio per stabilizzare i mercati globali.Link to L'accordo a Gaza: un risultato da rivendicareL'accordo a Gaza: un risultato da rivendicare
Infine, Trump ha rivendicato il merito della tregua raggiunta a Gaza, che ha attribuito al lavoro diplomatico svolto dal suo team prima ancora del suo insediamento alla Casa Bianca. "Senza il nostro intervento quell’accordo non sarebbe mai stato possibile, e questo lo sanno tutti", ha dichiarato con orgoglio, sottolineando il suo ruolo nelle trattative internazionali.(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
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