E se il nuovo ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, che il 31 dicembre scorso ha sostituito Eli Cohen, dopo la forte onda internazionale di critiche all'offensiva israeliana a Gaza, in continuitá con il suo predecessore ha parlat di "terza guerra mondiale con l'Iran e l'Islam radicale", gli Stati Uniti sembrano decisi a smarcarsi dal conflitto. Hanno ritirato una delle due portaerei inviate nell'area dopo l'8 ottobre, mentre il presidente Joe Biden continua a insistere con il premier israleiano Benjiamin Netanyahu che continua a nicchiare di avviare negoziati di pace che coinvolgano l'Autoritá palersinese e portino alla nascita dei due stati.
Il fatto che piú preoccupa Washington é l'amplimento del conflitto dello stato ebraico oltre Gaza e il Libano in Siria dove nel silenzio piú totale Israele e Iran stanno combattendo una guerra sanguinosa. Si sono moltiplicati i raid dei droni israeliani intorno a Damsco nell'obiettivo di colpire i capi dei pasdaran nel paese,uno dei quali Sayed Moussawi é ucciso a Natalle insieme ad altri ufficiali.
Intanto a Gaza, i morti hanno superato il tetto dei 22 mila, di cui il 70% donne e bambini. Gli israeliani hanno di fatto concluso le operazioni nel Nord della Striscia, e annunciato il ritiro di alcune brigate ma Hamas mantiene forze intatte a Sud e una parte della popolazione comincia a fare ritorno nelle aree distrutte. Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha parlato di un altro anno di guerra.
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