Francia. Alla fine Lecornu ce la fa, nasce il governo di "missione"

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Redazione
Francia. Alla fine Lecornu ce la fa, nasce il governo di "missione"

Link to Tra i nuovi ministri il prefetto di Parigi, la presidente del Wwf e l’ex presidente delle ferrovie; la priorità è approvare la legge di bilancio entro fine anno, mentre già si profilano mozioni di censura.Tra i nuovi ministri il prefetto di Parigi, la presidente del Wwf e l’ex presidente delle ferrovie; la priorità è approvare la legge di bilancio entro fine anno, mentre già si profilano mozioni di censura.

Al terzo tentativo Sébastien Lecornu è riuscito a varare il suo governo. Dopo il fallimento lampo della scorsa settimana, conclusosi in appena tredici ore, il premier ha presentato all’Eliseo una squadra che segna una netta apertura alla società civile e alla competenza tecnica, con pochi esponenti dei partiti tradizionali. Tra i nuovi ministri figurano il prefetto di Parigi Laurent Nuñez, che subentra a Bruno Retailleau all’Interno, Jean-Pierre Farandou, già presidente delle ferrovie di Stato (Sncf), e Monique Barbut, presidente del Wwf France, chiamata alla Transizione ecologica. I quattro esponenti dei Républicains che hanno accettato di entrare nel governo – tra cui Rachida Dati alla Cultura – sono stati immediatamente esclusi dalla direzione del partito gollista.

Il nuovo esecutivo, definito dallo stesso Lecornu “un governo di missione”, ha un obiettivo urgente: presentare entro domani la legge di bilancio, condizione indispensabile per rispettare i tempi costituzionali che impongono al Parlamento di approvarla entro il 31 dicembre. «C’è la volontà di dare alla Francia un bilancio entro fine anno», ha dichiarato il premier in un messaggio notturno su X, ringraziando quanti «si impegnano al di là degli interessi personali e di parte».

La stabilità dell’esecutivo, tuttavia, resta appesa a un filo. Le ali estreme – il Rassemblement National di Marine Le Pen e la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon – hanno già annunciato mozioni di censura, che potrebbero essere votate entro la settimana. Anche i socialisti, per bocca del segretario Olivier Faure, minacciano di unirsi al fronte del no se non verrà sospesa in modo chiaro la riforma delle pensioni. In tal caso, Lecornu sarebbe il quarto premier a cadere in diciotto mesi, aprendo la strada a elezioni anticipate.

Sul piano economico, il dicastero più strategico è stato affidato a Roland Lescure, 58 anni, macronista della prima ora e franco-canadese, già critico verso la tassa sui super-ricchi proposta dalla sinistra, che giudica «inutile e controproducente». Per ora, a Parigi si respira un cauto sollievo: Lecornu è riuscito dove due volte aveva fallito. Ma la prova decisiva sarà il voto sul bilancio, dal quale dipende non solo la sopravvivenza del governo, ma forse anche la tenuta della presidenza Macron.

 

 

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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