Gas Russo, stop alla fornitura in Europa via Kiev

di

Emilia Morelli
Gas Russo, stop alla fornitura in Europa via Kiev

Link to Questa decisione era stata preannunciata dal presidente ucraino Zelensky, il quale aveva avvertito che l’Ucraina non avrebbe permesso alla Russia di continuare a trarre profitti significativi a spese del Paese. Zelensky aveva anche dato all’Unione Europea un anno di tempo per prepararsi a questa eventualitàQuesta decisione era stata preannunciata dal presidente ucraino Zelensky, il quale aveva avvertito che l’Ucraina non avrebbe permesso alla Russia di continuare a trarre profitti significativi a spese del Paese. Zelensky aveva anche dato all’Unione Europea un anno di tempo per prepararsi a questa eventualità

gas russoIl 1° gennaio 2025 segna l’inizio di una nuova fase nei rapporti energetici tra Russia, Ucraina ed Europa. Il transito del gas russo attraverso il territorio ucraino è stato ufficialmente interrotto, ponendo fine a un accordo firmato prima dello scoppio del conflitto tra i due Paesi. Questo cambiamento era atteso, ma le sue implicazioni si faranno sentire in tutta Europa, soprattutto in pieno inverno, quando la domanda di energia è ai massimi livelli.

La notizia è stata annunciata simultaneamente da Gazprom in Russia e dal ministro dell’Energia ucraino, German Galushchenko, alle 8 ora di Mosca (le 6 in Italia). "Per motivi di sicurezza nazionale", ha dichiarato Galushchenko, "il transito del gas russo attraverso il nostro Paese è stato bloccato. Si tratta di un evento storico". Dal lato russo, Gazprom ha attribuito la responsabilità a Kiev, accusandola di aver rifiutato di estendere l’accordo esistente, rendendo impossibile continuare il transito.

Questa decisione era stata preannunciata dal presidente ucraino Zelensky, il quale aveva avvertito che l’Ucraina non avrebbe permesso alla Russia di continuare a trarre profitti significativi a spese del Paese. Zelensky aveva anche dato all’Unione Europea un anno di tempo per prepararsi a questa eventualità.

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La Commissione Europea ha rassicurato che il sistema energetico del continente è sufficientemente robusto per affrontare la cessazione del transito del gas attraverso l’Ucraina. Tuttavia, questa interruzione rappresenta simbolicamente la fine dell’era del gas russo a basso costo per l’Europa. La Russia continuerà a rifornire Paesi come Ungheria, Turchia e Serbia attraverso il gasdotto TurkStream, che passa dal Mar Nero, ma la Slovacchia è tra i Paesi più esposti a questo cambiamento.

Con la chiusura del gasdotto ucraino, l’Unione Europea perde una delle ultime due rotte significative per le importazioni di gas russo. Sebbene il calo rappresenti circa il 5% delle forniture totali in Europa, il peso strategico e simbolico di questa svolta è considerevole. L’impatto sarà avvertito soprattutto in inverno, con una domanda di riscaldamento elevata, anche se la maggior parte dei Paesi europei ha già adottato misure per diversificare le proprie fonti energetiche.

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L’accordo per il transito del gas russo attraverso l’Ucraina risale alla fine del 2019, quando Gazprom e Naftogaz, le compagnie energetiche statali di Russia e Ucraina, lo firmarono sotto la spinta della Commissione Europea. Si trattava di un compromesso necessario per garantire la stabilità energetica in Europa, in scadenza il 31 dicembre 2024.

Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, però, l’Europa ha intensificato gli sforzi per ridurre la dipendenza dal gas russo. Nonostante ciò, alcuni Paesi, come Ungheria e Slovacchia, hanno tentato di prolungare l’accordo per preservare i propri interessi nazionali, ma senza successo.

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Dal 2022, l’Europa ha cercato alternative al gas russo, stringendo nuovi accordi con Paesi come il Qatar e gli Stati Uniti. Tuttavia, l’Italia, che prima del conflitto importava il 40% del proprio gas dalla Russia, ha visto un aumento delle forniture russe nei primi mesi del 2024, registrando un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Con la cessazione del transito via Ucraina, è probabile che si verifichino rincari sulle bollette energetiche per i consumatori italiani nel corso del 2025. La Moldavia, invece, rischia un impatto ancora più grave, essendo costretta a ridurre il consumo di gas di circa un terzo.

Questa svolta segna una tappa importante nel panorama energetico europeo, con l’obiettivo di ridurre sempre più la dipendenza dalla Russia, ma non senza conseguenze economiche per i cittadini e per i bilanci nazionali.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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