Gaza, il piano in 3 fasi elaborato dagli USA per il cessate il fuoco

di

Mario Tosetti
Gaza, il piano in 3 fasi elaborato dagli USA  per il cessate il fuoco

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Gli Stati Uniti hanno presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite un progetto di risoluzione per affrontare la crisi del 7 ottobre. Questo piano propone un cessate-il-fuoco di sei settimane, articolato in tre fasi: il ritiro israeliano dai principali centri abitati di Gaza in cambio del rilascio di alcuni ostaggi e prigionieri palestinesi, seguito dal ritiro totale di Israele in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi, e infine la restituzione dei corpi degli ostaggi morti da parte di Hamas.

La bozza della risoluzione, visionata dall’AFP, accoglie con favore l’accordo del 31 maggio, invitando Hamas ad accettarlo e ad attuarlo immediatamente. Il piano prevede un cessate-il-fuoco rapido, il ritiro delle forze israeliane dalle aree popolate di Gaza, il rilascio degli ostaggi, un aumento degli aiuti umanitari, il ripristino dei servizi di base e il ritorno dei civili palestinesi nel nord di Gaza. Inoltre, viene sottolineata l’importanza di unificare la Striscia di Gaza con la Cisgiordania sotto l’Autorità Palestinese.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato che la guerra sarà sospesa temporaneamente per consentire il rilascio degli ostaggi, ma ha insistito sulla necessità di eliminare Hamas. Netanyahu ha dichiarato che l’accordo include un cessate-il-fuoco temporaneo di 42 giorni. Hamas, da parte sua, ha accolto positivamente la proposta, ma ha richiesto garanzie ufficiali dagli Stati Uniti sul rispetto delle condizioni da parte di Israele, in particolare riguardo a un cessate-il-fuoco duraturo.

La situazione rimane complessa, poiché ci sono tensioni interne in Israele riguardo a un cessate-il-fuoco completo. Israele si è impegnato ad eliminare i leader di Hamas responsabili dell’attacco del 7 ottobre, e gli estremisti nel governo israeliano non accetteranno mai che figure come Yahya Sinwar e Mohammed Deif rimangano al potere. D’altro canto, Hamas esige garanzie che Israele non riprenderà gli attacchi dopo il cessate-il-fuoco. Inoltre, c’è il rischio che Hamas possa sfruttare la tregua per ricostituire il suo dominio sulla Striscia, mentre gli Stati Uniti desiderano che l’Autorità Palestinese prenda il controllo, una soluzione che Israele non accetterà mai.

Nonostante i segnali di intesa, il percorso verso un accordo definitivo è ancora pieno di ostacoli. Il nodo principale rimane il cessate-il-fuoco permanente, che potrebbe far deragliare l’intero processo.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

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