Gaza, Recuperati i corpi di due ostaggi israeliani

di

Corinna Pindaro
Gaza, Recuperati i corpi di due ostaggi israeliani

Link to I corpi di Gadi Haggai e Judith Weinstein sono stati recuperati a Khan Younis. La crisi politica in Israele si acuisce, mentre a Gaza la situazione umanitaria peggiora tra attacchi, fame e caos nella distribuzione degli aiutiI corpi di Gadi Haggai e Judith Weinstein sono stati recuperati a Khan Younis. La crisi politica in Israele si acuisce, mentre a Gaza la situazione umanitaria peggiora tra attacchi, fame e caos nella distribuzione degli aiuti

gazaDurante un’operazione notturna a Khan Younis, le forze armate israeliane hanno recuperato i resti di due cittadini israeliani-americani, Gadi Haggai (73 anni) e Judith Weinstein (70), rapiti e uccisi durante l’assalto di Hamas al kibbutz Nir Oz, il 7 ottobre scorso. La loro morte era già stata confermata ufficialmente nel dicembre 2024.

Entrambi con una storia di vita intensa, Judith e Gadi erano legati dall’amore per l’arte e la famiglia: quattro figli, sette nipoti e un passato comune nato in un kibbutz del nord di Israele. Gadi era un sassofonista jazz originario del kibbutz Ein Hashofet, mentre Judith, americana di origine, si era trasferita in Israele dopo una breve esperienza di volontariato. La loro vita si era intrecciata durante un concerto e da allora erano diventati inseparabili.

Il giorno dell’attacco, all’alba, stavano passeggiando nei campi come di consueto. Furono sorpresi dal lancio di razzi. Gadi fu colpito alla testa, Judith rimase ferita ma riuscì a contattare i soccorsi. L’ambulanza inviata non arrivò mai: fu centrata da un razzo. Da quel momento, la famiglia perse ogni contatto con loro.

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L’operazione militare che ha portato al ritrovamento dei loro corpi è stata possibile grazie alle informazioni fornite da un prigioniero palestinese interrogato dallo Shin Bet. I due ostaggi erano stati consegnati alle Brigate Mujahideen, una fazione minore ma violenta presente nella Striscia di Gaza. Secondo fonti della sicurezza israeliana, lo stesso gruppo sarebbe coinvolto anche nella tragica sorte di Shiri Bibas e dei suoi due figli, Ariel e Kfir.

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ribadito che Israele non potrà considerare concluso il conflitto fino a quando ogni ostaggio, vivo o deceduto, non sarà riportato a casa. Tuttavia, mentre le operazioni militari proseguono, la sua coalizione di governo appare sempre più fragile.

In particolare, cresce la tensione con i partiti ultraortodossi, contrari alla legge che impone loro il servizio militare. Il mancato compromesso potrebbe causare la rottura definitiva della maggioranza parlamentare che sostiene il governo in carica.

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Sul fronte umanitario, la situazione nella Striscia di Gaza continua a peggiorare. La controversa Gaza Humanitarian Foundation, organizzazione statunitense che ha preso in mano la distribuzione del cibo con metodi militarizzati, ha tenuto chiusi anche oggi i suoi tre centri per motivi “logistici”.

Di conseguenza, due milioni di persone non hanno accesso regolare al cibo. I camion con gli aiuti delle Nazioni Unite e delle ONG internazionali – circa cento al giorno – sono spesso presi d’assalto da bande armate, incapaci di garantire una distribuzione sicura e continua.

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L’Associazione dei trasportatori privati ha annunciato uno sciopero a seguito di gravi attacchi armati a due convogli. Mercoledì sera, sessanta camion sono stati assaliti nella zona di al-Mazraa e successivamente anche a Deir al Balah. Alcuni autisti sono stati uccisi, altri feriti, e in certi casi anche rapiti. Questo nuovo blocco rischia di aggravare ulteriormente l’emergenza alimentare già fuori controllo.

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Intanto, le operazioni militari non si fermano. Secondo fonti arabe, un drone israeliano ha colpito nuovamente l’ospedale battista al-Ahli di Gaza City, segnando l’ottavo attacco al centro medico dall’inizio del conflitto. Nel raid sono morte almeno quattro persone, tra cui tre giornalisti: due lavoravano per l’agenzia Palestine Today.

La guerra in corso tra Israele e Hamas continua a generare conseguenze devastanti. Mentre il recupero dei corpi di Haggai e Weinstein restituisce un frammento di verità alle famiglie delle vittime, la popolazione civile, sia israeliana che palestinese, resta ostaggio di un conflitto senza fine, aggravato da crisi politiche interne e da una situazione umanitaria ormai al collasso.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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