Germania, svolta storica: via libera agli investimenti militari senza limiti

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Mario Tosetti
Germania, svolta storica: via libera agli investimenti militari senza limiti

Link to la Germania approva una storica modifica alla Costituzione, eliminando i limiti di spesa per la difesa. La riforma, sostenuta da CDU, SPD e Verdi, apre la strada a un massiccio riarmo e rafforza l'autonomia europea di fronte alle minacce globali. Cresce la tensione politica, con l’AfD che accusa il governo di tradire la volontà popolarela Germania approva una storica modifica alla Costituzione, eliminando i limiti di spesa per la difesa. La riforma, sostenuta da CDU, SPD e Verdi, apre la strada a un massiccio riarmo e rafforza l'autonomia europea di fronte alle minacce globali. Cresce la tensione politica, con l’AfD che accusa il governo di tradire la volontà popolare

germaniaLa Germania cambia strategia e apre a investimenti senza restrizioni nel settore della difesa. Il Bundestag ha approvato oggi una modifica della Costituzione che esclude le spese militari dal rigido "freno al debito", una norma che finora limitava l’indebitamento statale allo 0,35% del PIL. Questa decisione segna un punto di svolta per la politica tedesca, consentendo maggiori risorse per la sicurezza nazionale e per il sostegno all’Ucraina.

Si tratta di una vittoria significativa per Friedrich Merz, leader della CDU, che ora vede spianata la strada verso la formazione di un nuovo governo in alleanza con l’SPD. Dopo il successo elettorale del 23 febbraio, Merz aveva dichiarato come priorità il rafforzamento dell’Europa, soprattutto alla luce del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e delle crescenti incertezze sul supporto statunitense all’Ucraina. "Dobbiamo renderci indipendenti dagli Stati Uniti il più rapidamente possibile", aveva sottolineato. La riforma costituzionale è stata approvata con 513 voti favorevoli e 207 contrari e ora attende il via libera definitivo del Senato federale, previsto per il 21 marzo.

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Essendo una modifica costituzionale, la riforma ha richiesto una maggioranza qualificata di due terzi al Bundestag. Per garantirne l’approvazione, Merz ha deciso di procedere rapidamente, portando il provvedimento in Aula prima della scadenza dell’attuale legislatura, quando CDU/CSU, SPD e Verdi detenevano ancora una solida maggioranza.

Una strategia che ha scatenato la reazione dell’AfD e della Linke, forti dell’aumento dei propri seggi nel nuovo Bundestag. Il leader dell’AfD, Tino Chrupalla, ha accusato Merz di aver "tradito la volontà popolare", criticando quella che considera una mossa opportunistica per aggirare un Parlamento che, a partire dalla prossima legislatura, avrebbe avuto una composizione meno favorevole alla riforma.

Dal canto suo, Merz ha difeso la scelta con toni determinati, sottolineando come questo sia solo "il primo passo verso una difesa comune europea", includendo anche Paesi extra-UE come il Regno Unito. Il riferimento è al governo di Keir Starmer, impegnato nel rafforzamento della sicurezza del continente europeo.

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Alla base di questa accelerazione c’è una preoccupazione chiara: la crescente minaccia della Russia di Vladimir Putin. Merz ha parlato apertamente di un attacco non solo contro l’Ucraina, ma anche contro la Germania stessa, citando "attacchi informatici, sabotaggi alle catene di approvvigionamento e omicidi mirati sul nostro territorio".

Questo scenario ha spinto SPD e Verdi a sostenere la riforma, sebbene i Verdi abbiano posto condizioni stringenti. In cambio del loro voto favorevole, hanno ottenuto lo stanziamento di 100 miliardi di euro per la lotta al cambiamento climatico e l’inserimento dell’obiettivo della neutralità climatica nella Costituzione.

La Germania si prepara dunque a una nuova fase della sua politica di difesa, con un massiccio investimento nel settore militare che avrà ripercussioni non solo a livello nazionale, ma anche nell’assetto strategico europeo.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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