Guerra dei dazi, Trump: "Anche contro l'Ue"

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Annachiara Mottola Di Amato
Guerra dei dazi, Trump: "Anche contro l'Ue"

Link to I mercati sono scossi: male le Borse asiatiche, avvio pesante per quelle europee e dollaro in forte rialzoI mercati sono scossi: male le Borse asiatiche, avvio pesante per quelle europee e dollaro in forte rialzo

La guerra dei dazi di Trump prosegue: il tycoon ha avvertito, infatti, che dopo quelli contro Cina, Messico e Canada "presto" annuncerà anche quelli contro l'Ue. Intanto, nelle prossime ore, è prevista una telefonata con Canada e Messico per discutere della questione. Il presidente Usa, inoltre, in un post su Truth ha anche attaccato di nuovo il Wall Street Journal e gli hedge fund che sono contrari ai dazi che ha deciso di imporre. "Queste persone o entità sono controllate dalla Cina o da altre compagnie straniere e locali. Chiunque ami e abbia fiducia negli Stati Uniti è a favore delle tariffe", ha aggiunto. Intanto i mercati si fanno specchio della nuova politica commerciale: male le Borse asiatiche, avvio pesante per quelle europee, dollaro in forte rialzo. La fuga dal rischio travolge anche le criptovalute, che bruciano quasi 600 miliardi di dollari.

Wsj: Cina proporrà a Usa riavvio accordo commerciale 2020

Ma qual è il piano di Pechino per rispondere all'aggressiva politica commerciale statunitense? Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti vicine al dossier, la proposta iniziale della Cina sui dazi imposti dall'amministrazione Usa di Donald Trump si concentrerà sul ripristino della 'fase uno' dell'accordo commerciale faticosamente raggiunto nel 2020, durante il primo mandato del tycoon alla Casa Bianca. Altre parti del piano di risposta cinese includeranno un impegno a non svalutare lo yuan, un'offerta per fare più investimenti negli Stati Uniti e un impegno a ridurre le esportazioni di precursori del fentanyl, di cui Pechino è il principale produttore globale e che negli Usa ha provocato una crisi socio-sanitaria di proporzioni gigantesche.

Cosa farà l'Unione Europea?

A Bruxelles è in corso il vertice informale dei leader dei Ventisette paesi membri. Sul tavolo c'è la sfida della difesa, ma il dossier commerciale, data la guerra delle tariffe ormai in atto, sarà impossibile da ignorare. Meloni potrebbe giocarsi la carta della sua amicizia con Trump per proporsi come mediatrice a tutela degli interessi europei. Dall'altro lato i toni si fanno meno concilianti: al suo arrivo il cancelliere Scholz ha detto ad esempio: "Siamo pronti a rispondere ai dazi con i dazi". Parole a cui ha fatto eco il presidente francese Macron, che ha ribadito: "L'Ue dovrà farsi rispettare e reagire". Mentre l'Alto Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas ha poi commentato, sottolineando che: "In una guerra di dazi con gli Usa chi ride è la Cina".

La replica del Messico

Dopo l'imposizione di dazi del 25% al Messico da parte degli Usa, il ministero delle Finanze del Paese latinoamericano ha convocato gli investitori a una teleconferenza per oggi. D'altro canto il ministro dell'Economia, Marcelo Ebrard, ha risposto alle affermazioni di Trump su presunti accordi con i cartelli della droga: "Accusare il governo messicano di essere alleato del narcotraffico è, oltre che un insulto al nostro Paese, un pretesto per distrarre l'opinione pubblica degli Stati Uniti dal tremendo errore di imporre tariffe doganali dirompenti al Messico e alle aziende nordamericane qui stabilite. Una zappata sui piedi", ha scritto su X.

Canada e Messico al contrattacco, Pechino più cauta

Canada, Messico e Cina non sono rimasti inermi. A poche ore dalla firma di Donald Trump sull'ordine esecutivo dei dazi, il premier canadese Justin Trudeau ha annunciato misure di ritorsione del 25% su beni statunitensi per un valore di oltre 100 miliardi di dollari. Stessa reazione dalla presidente messicana Claudia Sheinbaum, che ha promesso una reazione proporzionata. Più cautela invece da  Pechino, che è stata risparmiata da Trump con dazi del 'solo' 10%, lasciando così uno spiraglio per il dialogo e il compromesso. In ogni caso, il ministero del Commercio cinese, come quello canadese, hanno dichiarato che presenteranno una causa contro gli Stati Uniti presso l'Organizzazione mondiale del commercio a fronte della guerra dei dazi intrapresa dagli Usa.

Bruxelles si dice pronta alla risposta dura

Ora che i dazi di Trump sono diventati realtà per Messico, Canada e Cina, anche i paesi dell'Unione Europea sono pronti a un piano di risposta da realizzare insieme. Dopo l'invito alla prudenza fatto nel consesso di Davos, Ursula von der Leyen cambia tono: se il presidente americano non farà marcia indietro, la ritorsione a misure "ingiuste e arbitrarie" sarà "ferma". La linea europea cambia e si sceglie, quindi, la via della fermezza, anche a costo di mettere a rischio uno dei rapporti commerciali "più importanti" al mondo. La strategia è quella di minacciare controdazi sul made in Usa, nuove intese con altre potenze globali e taglio delle dipendenze strategiche, chiaramente solo laddove la dottrina del dialogo dovesse rivelarsi fallimentare.

(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati

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