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L'Iran ha accusato Israele di aver violato il diritto internazionale dopo le incursioni dell'esercito di Tel Aviv nella zona cuscinetto del Golan, al confine con la Siria. Nel frattempo, il premier israeliano Benjamin Netanyahu è comparso questa mattina in tribunale dove è ripreso il processo che lo vede imputato per corruzione, frode e violazione della fiducia.
Iran: incursione israeliana in Golan contro la legge
L'Iran ha condannato come "violazione" della legge un'incursione dell'esercito israeliano nella zona cuscinetto del Golan siriano. Il territorio e' sotto il controllo delle Nazioni Unite: separa la Siria da Israele e avrebbe dovuto essere smilitarizzato in base a un accordo del 1974. "Questa aggressione e' una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite", ha criticato il portavoce della diplomazia iraniana, Esmail Baghai.
Egitto: "Ingresso di Israele nella zona cuscinetto è occupazione"
Anche dall'Egitto sono arrivate parole di condanna per l'operato dell'esercito israeliano, considerato come "ulteriore occupazione delle terre siriane" da parte di Israele. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri egiziano, spiegando di considerare l'ingresso di Israele nella zona cuscinetto con la Siria un tentativo di "imporre una nuova realtà sul terreno". Dalla sua Israele ha definito l'azione temporanea e limitata e mirata a garantire la sicurezza dello Stato ebraico.
Ong: "Israele vuole una Siria senza capacità militari"
Dalla caduta del regime di Bashar al Assad Israele ha compiuto in Siria almeno 310 raid con aerei militari. Lo sostiene l'Osservatorio siriano per i Diritti umani, una Ong che opera sul territorio siriano e con base a Londra. "Il piano di Israele è che la nuova Siria abbia a disposizione solo armi semplici da usare dentro la Siria", spiega l'Osservatorio che sta documentando i raid aerei israeliani in tutta la Siria occidentale e in alcune zone della Siria nord-orientale. "Con più di 320 raid aerei in 48 ore Israele ha distrutto e sta distruggendo ogni capacità militare presente e futura delle forze armate siriane", si legge nel report dell'Osservatorio. "Israele ha distrutto completamente centri di ricerca, aeroporti, installazioni radar, difesa aerea, strumentazioni della marina, depositi di munizioni".
Netanyahu in tribunale: riprende il processo per corruzione
Intanto, a Tel Aviv è ripreso il processo del premier israeliano Benjamin Netanyahu, accusato di corruzione, frode e violazione della fiducia. Come riferiscono i media israeliani, Bibi è arrivato in tribunale per rispondere alle accuse. L'udienza segna la ripresa del procedimento interrotto per il conflitto nella Striscia di Gaza. Le accuse secondo cui "avrei cercato divertimento e svago sono semplicemente ridicole". Così ha detto il premier israeliano, rispondendo alle accuse secondo cui avrebbe preteso champagne e sigari e sfruttato la sua posizione per ricevere migliaia di shekel di benefit. "Questa è una bugia totale - ha aggiunto il primo ministro - Lavoro 17, 18 ore al giorno. Tutti quelli che mi conoscono lo sanno. È così che lavoro. Mangio i miei pasti al tavolo di lavoro, non ci sono camerieri che arrivano con i guanti bianchi".
La risposta di Netanyahu
Rispondendo al proprio avvocato difensore Amid Hadad, Netanyahu ha aggiunto che gli eventi descritti nell'atto di accusa "non erano significativi, erano una goccia nell'oceano. Una goccia nell'oceano è tanto. Il processo che ha coinvolto l'intero paese e ha distratto un'intera nazione è un'altra cosa. Ma gli eventi in sé sono stati una goccia nell'oceano". Netanyahu quindi ha fatto intendere che il suo processo è soltanto una questione di secondo piano e che rappresenta una distrazione dai problemi molto più grandi affrontati da Israele. "Israele - ha aggiunto il premier - ha già cambiato il volto del Medio Oriente, ma gli sviluppi in corso, come la cacciata del regime di Assad in Siria, sono ciò che merita la mia piena attenzione ora".
Nel frattempo, secondo il quotidiano libanese al Akhbar, vicino a Hezbollah, comincerà proprio oggi il graduale ritiro delle forze israeliane dal settore orientale nel sud del Libano. Il report riferisce che ieri si è tenuta la prima riunione del Comitato di monitoraggio dell'accordo di cessate il fuoco, e che i rappresentanti americani si sono occupati del punto a partire dal quale il meccanismo di lavoro dovrà essere attuato. Fonti hanno riferito al giornale che l'esercito libanese ha completato tutti i preparativi e che tutte le squadre necessarie si trovano nel sud del Paese e sono pronte per lo schieramento.
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