Link to La consegna dei tre ostaggi è avvenuta in un contesto blindato. Hamas ha allestito un palco nella città meridionale della Striscia di Gaza, circondato da decine di uomini armatiLa consegna dei tre ostaggi è avvenuta in un contesto blindato. Hamas ha allestito un palco nella città meridionale della Striscia di Gaza, circondato da decine di uomini armati
Tre ostaggi israeliani sono stati rilasciati oggi da Hamas a Khan Younis e consegnati alla Croce Rossa. Aleksandr (Sasha) Trufanov, 29 anni, Saguy Dekel-Chen, 36 anni, e Yair Horen, 46 anni, hanno riacquistato la libertà dopo mesi di prigionia. Tuttavia, il dramma delle famiglie degli ostaggi ancora trattenuti a Gaza continua, come testimoniato dalle parole di Yair Horen: "Lascio dietro di me mio fratello Eitan qui a Gaza. Bisogna riportarli tutti a casa".
La consegna dei tre ostaggi è avvenuta in un contesto blindato. Hamas ha allestito un palco nella città meridionale della Striscia di Gaza, circondato da decine di uomini armati. L’obiettivo era evitare il ripetersi della situazione caotica verificatasi il 30 gennaio scorso, quando Arbel Yehud, una delle otto persone liberate quel giorno, fu costretta a farsi strada tra una folla accalcata nel luogo del rilascio. Israele aveva condannato duramente l’episodio, definendolo "immagini dell’orrore". Questa volta, i combattenti di Hamas hanno pattugliato un edificio in rovina nel cuore della zona designata per la consegna, un'area già fortemente segnata dal conflitto. Sul palco, bandiere di Hamas, della Jihad islamica e della Palestina sventolavano, mentre dagli altoparlanti risuonava musica propagandistica.
Un macabro messaggio per la famiglia di un ostaggio
Durante la cerimonia di rilascio, Hamas ha inviato un inquietante messaggio alla famiglia di Matan Angrest, ancora prigioniero a Gaza. Ai tre ostaggi liberati è stato affidato un oggetto simbolico da consegnare alla madre del giovane, Einav Tsengaukar: una clessidra con la scritta "il tempo stringe". La famiglia di Angrest ha espresso forte preoccupazione per le condizioni di vita del figlio, anche se recentemente ha ricevuto rassicurazioni sulla sua sopravvivenza, sebbene in condizioni di detenzione difficili.
Gli ostaggi ancora prigionieri e le prospettive dell’accordo
Si stima che Hamas e la Jihad islamica detengano ancora 76 ostaggi israeliani. Tra questi, 17 potrebbero essere rilasciati nella prima fase del cessate il fuoco, che ha già portato alla liberazione di 16 prigionieri. Tuttavia, non vi è certezza che tutti siano ancora vivi. Il destino degli altri 60 ostaggi sarà oggetto di negoziati nella seconda fase dell’accordo, che includerebbe il ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza. Questo scenario è fortemente contestato dalla destra radicale al governo in Israele, che teme che il controllo dell’area torni nelle mani di Hamas. Anche il premier Benjamin Netanyahu si mostra restio a un simile compromesso, rafforzato dal sostegno del presidente statunitense Donald Trump e dalle crescenti pressioni su Hamas.
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati
(Associated Medias) - Tutti i diritti sono riservati